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LA PUBBLICAZIONE 

Presentato ieri il numero 165 della rivista Reggio Storia

Luciano Salsi
Presentato ieri il numero 165 della rivista Reggio Storia

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REGGIO EMILIA. La rivista trimestrale Reggio Storia ricompare nelle edicole e nelle librerie con il numero 165 di ininterrotta pubblicazione dal 1978. Dopo 41 anni di vita mostra ancora la capacità di scavare nel passato per trarne qualche lezione istruttiva e spesso curiosa e divertente. Quest’ultima edizione è stata presentata ieri nella sala del Capitano del Popolo dell’hotel Posta da Angela Chiapponi, coordinatrice della redazione, e dal direttore Fabio Cocconcelli.

Marco Montipò e Maria Vinsani hanno illustrato gli articoli pubblicati con la loro firma. I vari contributi di questo numero spaziano dalla preistoria al Novecento. Si parte, infatti, dall’uomo di Neandertal, di cui Alberto Catalano ricostruisce la presenza nel territorio albinetano. Si riferisce alla remota antichità anche il saggio che Marco Montipò dedica alle ricerche del marchese Luigi De Buoi sul sito archeologico di Chiozza. Si risale nei secoli con Glauco Bertolini, che narra con arguzia e ironia la cronaca romanzata di una scappatella extraconiugale di cui fu protagonista nel Trecento Isabella Fieschi, moglie di Luchino Visconti.

Paolo Luosi e Anna Maria Vinsani descrivono invece le disposizioni ducali contenute nell’archivio Valdè, relative alla cura degli animali. Antonio Petrucci insiste sull’Ottocento con la seconda parte del suo studio su Giuditta Sidoli, complessa figura di eroina risorgimentale.

Gli altri articoli vertono sul secolo scorso. Gabriele Fabbrici passa in rassegna due cataloghi storici relativi alle costruzioni ferroviarie delle Officine Reggiane. Graziano Siligardi si occupa di Rubiera, quando tante donne del luogo lavoravano come mondine. Saverio Maccagnani continua la sua ricerca sui ricoveri antiaerei della seconda guerra mondiale, focalizzandosi su quelli ricavati presso gli edifici scolastici. Mariapia Magnani richiama alla memoria vicende vissute dal liceo classico Ludovico Ariosto negli anni Sessanta, quando era insediato nelle “scuole Verdi” di via Cialdini ed era conosciuto con questa denominazione. Giorgio Ferrari dedica il suo articolo al pediatra Roberto Davoli, ideatore della professione di pediatra di famiglia convenzionato col Servizio sanitario nazionale. Completano questo numero le recensioni redatte da Maria Luisa Pomponi e Gianni Braglia, la pagina 540 delle “Strade reggiane” di Fabrizio Anceschi e le rubriche firmate da R. Luisa Rossi e Federico Braglia. —

Luciano Salsi

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