Gazzetta di Reggio

Reggio

aveva 88 anni 

È morto “Billi” Riva, l’uomo della pallavolo

Andrea Mastrangelo
È morto “Billi” Riva, l’uomo della pallavolo

Storico collaboratore della Gazzetta, aveva raccontato i successi e le cadute di un’epoca d’oro per il volley reggiano

3 MINUTI DI LETTURA







È stata la sorella a trovarlo, senza vita, accanto al letto. Un malore non gli aveva dato scampo, nella notte. Ermanno Riva aveva 89 anni e da un pezzo si era ritirato dalle attività che lo avevano reso popolare: il volley e il giornalismo.

Riva – che sulla carta d’identità faceva Ermanno ma che per tutti era “Billi” – era un cultore della pallavolo, uno che conosceva tutto e tutti in quel mondo. Lavorava nella scuola, nella segreteria dell’istituto Sidoli Tricolore, però tutto il tempo libero lo dedicava a quello sport che gli aveva preso l’anima.

Era diventato collaboratore della Gazzetta di Reggio praticamente dal giorno della sua nascita, in un’epoca – quegli anni Ottanta – in cui la pallavolo reggiana era ai vertici nazionali in campo femminile. Di quell’ambiente Riva ha raccontato tutto, i successi, le glorie e anche le delusioni. Il suo era un appuntamento quotidiano; arrivava in redazione al pomeriggio tirando fuori dalla sacca uno o due fogli scritti a macchina e appoggiandoli sui tavoli della redazione sportiva.

A quel punto cominciava la discussione, fra lui e chi, per farlo arrabbiare, lo accusava di essere troppo buono verso questa o quella squadra. Riva buono lo era davvero, tanto da vedere sempre qualcosa di positivo anche nelle sconfitte più disastrose.

Era un gioco che si ripeteva tutti i giorni. Ma Riva la pallavolo la conosceva sul serio, e le sue notizie erano sacrosante. Al palasport, che ancora non si chiamava Bigi, era una istituzione. Entrava con la sua sacca portata alla spalla e si metteva in prima fila nella tribuna stampa, appoggiando il blocco degli appunti sul ripiano di legno.

Un uomo dai mille soprannomi. In redazione spesso lo chiamavano “Billander”, volendolo internazionalizzare. Ma il primo nomignolo, che praticamente aveva sostituito il nome vero, era “Billi”. Non con la Y ma con la italianissima I. Perché quando Riva era un ragazzo, al cinema, alla televisione e nel teatro leggero andava alla grande un particolare duo comico: Mario Riva e Riccardo Billi. Lui, che di cognome era Riva, venne così chiamato Billi, in modo da evocare la coppia Billi-Riva.

Viveva le partite in modo viscerale, prima tifoso e poi giornalista, riuscendo però sempre a perdonare anche l’errore più grave. Nelle epiche sfide fra la Nelsen e Ravenna avrebbe voluto scrivere dello scudetto appuntato sulle maglie reggiane. Non ci riuscì mai. Quando la Reggio della pallavolo femminile era sempre nella parte alta delle classifiche, si andò a giocare più volte anche all’estero. Non potendo seguire la sua Nelsen oltre i confini, si ritirava in una stanzetta della redazione munito di una enorme radio per seguire la cronaca in diretta delle partite. Fu allora che la redazione – insieme al grande allenatore di basket Giovanni Iori, assiduo frequentatore della Gazzetta – per lui coniò altri nomi “di battaglia”, come se gli articoli dovessero essere scritti da corrispondenti esteri: Bill van Peters, una volta in cui la Nelsen andò in Olanda; ed Erma Billescu quando giocò in Romania.

Billi Riva sapeva stare allo scherzo, si divertiva insieme ai giornalisti. Tranne quando si mettevano in discussione la bellezza e l’importanza della pallavolo: si arrabbiava se vedeva trascurato il suo sport preferito a beneficio di altre discipline.

Con la fine degli anni Novanta Billi Riva aveva via via ridotto la propria presenza nel mondo del giornalismo sportivo, in concomitanza con la fine di un’epoca gloriosa popolata più di personaggi che di idoli, quando la reggianità contava più del professionismo.

Poco alla volta, con l’avanzare dell’età, Riva si è ritirato nel proprio appartamento, rifuggendo il mondo in cui era diventato noto. Fino alla tragedia di ieri. —





Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google