In 300 per dire no alla ceramica «In pericolo la nostra salute»
Cadelbosco Sopra, alla protesta organizzata dal comitato Aria Pulita anche il gruppo di Gavassa Salite a oltre duemila le firme della petizione per bloccare il nuovo insediamento
CADELBOSCO SOPRA. La pioggia non ha fermato la manifestazione di protesta organizzata dal comitato “Aria Pulita”contro il nuovo sito produttivo che dovrebbe nascere nella frazione di Zurco, sull’area dell’ex ceramica Kis.
Davanti al municipio si sono ritrovati in circa 300 persone. Tra loro anche un gruppo di Gavassa che sta lottando contro l’impianto biogas annunciato da Iren. Dal palazzo municipale nessun commento. Il sindaco Luigi Bellaria tra l’altro era fuori sede per l’assemblea dei soci, programmata per legge da circa un mese, alla cantina sociale di Gualtieri di cui, dallo scorso mese di giugno, è presidente.
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Il primo a prendere la parola è stato il presidente del comitato “Aria Pulita” Claudio Giacca che, partendo dall’articolo 32 della Costituzione ha ricordato che «il sindaco è il primo responsabile della salute pubblica» e ha aggiunto: «Il sindaco, prima di pensare allo sviluppo delle aziende, deve proteggere la salute dei suoi cittadini». In un altro passaggio, Giacca ha sottolineato le dichiarazioni alla stampa del sindaco Bellaria quando ha ammesso che «le polveri, grazie all’alta tecnologia, risultano a basso impatto ambientale», e ha ribadito che il comitato «non è un gruppo di visionari, ma semplici cittadini che su un tema decisivo come la salute non fa del facile allarmismo». Poi il presidente Giacca ha letto anche una parte della relazione di Edoardo Baj, presidente di Isde, Associazione medici per l’ambiente, sezione di Milano, relativo alla “Manifattura Ceramiche spa” dove spiega che «queste lavorazioni, debbono essere allocate lontano dalle abitazioni e comunque debbono dimostrare di non arrecare alcun danno alla popolazione. Nell’Autorizzazione unica ambientale (Aua) non c’è alcuna analisi sui possibili effetti delle emissioni in aria o delle immissioni. Titolare degli obblighi che discendono dal testo unico leggi sanitarie rispetto alle industrie insalubri è il sindaco».
«Inoltre – ha proseguito Giacca – per le lavorazioni effettuate dalla ditta San Valentino si utilizzano materie prime pericolose e sono caratterizzate da emissioni a camino che non sono soltanto polveri inerti; alcune delle sostanze lavorate non possono essere abbattute con un filtro a maniche. La ditta dichiara pure di utilizzare sabbie e quarziti per 48.000 tonnellate l’anno».
Oltre al presidente Giacca è intervenuta Francesca Saccani che ha parlato del coinvolgimento dei cittadini e del parco per bambini a Zurco. Hanno preso la parola anche Marino Zani e Marco Piccinini di “Cadelbosco per tutti” che hanno ribadito la loro posizione di contrarietà all'impianto così come avevano già fatto nel consiglio comunale di novembre e all'assemblea del 9 dicembre scorso a “L'altro Teatro”. Sono intervenuti anche Paolo Brunazzi (detto l'Oracolo di Delfi) che ha calcato la mano su “presunte falsità” dette dal sindaco Bellaria e poi ha cantato due canzoni contro “Beauty Air” (Bellaria) e mrs Kis (ex ceramica).
A seguire ha parlato un esponente della ditta Forgreen e Andrea Puglisi che ha argomentato sulle emissioni. Vendute, ad offerta libera, tutte le bandiere “No Fabbrica delle polveri”, che poi verranno ristampate. E al gazebo sono state raccolte altre 150 firme. La petizione è così salita a quasi 2mila firme. —
Mauro Pinotti
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