L’ex bancario-rapinatore torna in carcere
Definitiva la pena di 2 anni e 8 mesi per Gianni Lasagni, autore del colpo in una farmacia di Brescia. È stato il 14° assalto
GUASTALLA. Gianni Lasagni va in carcere perché è diventata definitiva la pena di 2 anni e 8 mesi. Il 75enne di Guastalla, bancario in pensione, si è trasformato in rapinatore un po’ per amore di una cubana e un po’ per vendetta contro la banca per cui lavorava: la Cassa di Risparmio di Reggio.
la rapina
Lasagni, l’11 aprile scorso, si è presentato al bancone di una farmacia bresciana chiedendo una confezione di Viagra. Alla richiesta della ricetta per il farmaco, il 75enne per tutta risposta ha estratto una pistola e ha anche minacciato il farmacista con una bomboletta di spray urticante. I fatti sono avvenuti nel pomeriggio, all’interno nella farmacia comunale del centralissimo piazzale Battisti a Brescia. Il bandito, che si era camuffato con una parrucca, si è fatto aprire la cassa e ha arraffato circa 900 euro, per poi scappare. Una fuga a piedi terminata poco dopo vista la pronta reazione del farmacista che non ha esitato a inseguirlo e a raggiungerlo in via Apollonio dove è riuscito a bloccarlo.
Ne è nata una breve colluttazione con l'intervento di alcuni passanti mentre il rapinatore ha cercato di crearsi una via di fuga spruzzando a destra e a manca lo spry urticante. La fuga non è riuscita e il 75enne è stato raggiunto dalle forze dell’ordine, nel frattempo allertate, e arrestato. La pistola usata è risultata – come le numerose volte precendenti – un giocattolo. L’intera somma presa è stata restituita al farmacista.
Per questi fatti il 75enne è stato condannato, appunto, a 2 anni e 8 mesi di reclusione per il reato di rapina aggravata. La sentenza è diventata definitiva e l’Ufficio esecuzioni penali della procura bresciana ha messo l’ordine di carcerazione che è stato eseguito nei giorni scorsi dai carabinieri di Guastalla. È lunga la carriera criminale dell’ex dipendente dell’allora Cassa di risparmio di Reggio Emilia, che è salito alla ribalta delle cronache sin dai primi anni del 2000 per aver commesso, da pensionato, qualcosa come quattordici colpi che l’hanno portato per due volte in carcere, dove in entrambi i casi ha espiato la pena.
una lunga carriera
Il rapinatore solitario dai primi anni Duemila si è calato nei panni di malvivente che non esita ad agire nelle filiali degli istituti di credito con lo spauracchio di una pistola, poi sempre rivelatasi un giocattolo. Condanne non eccessivamente dure, perché l’avvocato difensore Federico Bertani è sempre riuscito a dimostrare come tutti quegli assalti fossero da mettere in continuazione, cioè facenti parte dello stesso disegno criminale.
La querelle con la banca con cui lavorava e relativo dissesto economico (susseguente alle dimissioni) è la motivazione espressa più volte da Lasagni agli inquirenti («Il sistema bancario mi ha rovinato, è il mio nemico numero uno»), a cui se è aggiunta la sbandata per una ben più giovane cubana, con tanto di latitanza a Cuba durata circa un anno fra giornate in spiaggia a L’Avana, tintarella, partite a tennis, cocktail, habitué di un ristorante italiano e giri con l’auto a noleggio. Insomma una vita piuttosto costosa anche a Cuba. Dall’ultima uscita di cella di alcuni anni fa, del bancario-rapinatore la cronaca non si è più occupata, fino all’11 aprile scorso quando Lasagni è tornato in azione “fuori regione” ed è finito di nuovo in manette. —
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