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IL VICEMINISTRO 

«Non tocchiamo i parametri ma valutiamo una deroga»

«Non tocchiamo i parametri ma valutiamo una deroga»

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Castelnovo Monti. Dall’incontro avuto con i rappresentanti dei comitati e i cittadini è emerso che il ministero sembra orientato alla costruzione di percorsi specifici che prendano in considerazione le caratteristiche di ogni territorio. E il viceministro Sileri lo ha anche ribadito nell'intervista concessa alla Gazzetta. La soluzione per il tema dei punti nascita non risiede quindi nella possibilità di rivedere il parametro minimo dei 500 parti annui decretato dalla Conferenza Stato-Regioni nel 2010? «Il parametro non deve assolutamente essere cambiato, perché è un parametro di sicurezza. Quello che dobbiamo fare però è ascoltare le istanze della popolazione, laddove compatibilmente ci può essere una deroga o un progetto che possa comunque andare incontro alla sicurezza delle partorienti e dei neonati. Per questo per me è importante andare ad ascoltare quello che può essere migliorato, che non vorrà dire per forza riaprire un punto nascite, ma valutare se un sistema garantisce tale sicurezza, se può essere migliorato, e ove possibile se ci sono parametri adeguati, arrivare anche a una revisione della chiusura ma valutata in un ambito più ampio».

C’è anche un tema nazionale cui ha fatto riferimento e che sembra oggi porre grosse difficoltà, che è quello della scarsità del personale negli ospedali. «Sì, abbiamo a che fare con un quadro che è quasi di emergenza, sul quale credo sia stato fatto molto già con questa manovra finanziaria con azioni sulla lotta al precariato, 2 miliardi in più a disposizione, l’aumento delle borse di studio per le specializzazioni: è chiaro che vogliamo intervenire su uno dei motivi per i quali gli ospedali si trovano in difficoltà nel mantenere tutti i servizi, per cui vogliamo migliorare i contratti, la formazione, prevedere ove possibile incentivi per chi venga chiamato a lavorare in contesti orogeografici difficili, e in generale far sì che si torni ad amare il servizio sanitario nazionale, in veste di elemento che garantisce l’unità sociale e territoriale. Per questo ritengo fondamentale che su questi argomenti si vada avanti uniti, senza fare distinguo perché riguardano tutti. Dobbiamo ricordare a tutti che il servizio sanitario nazionale esiste da poco più di 40 anni ma garantisce a tutti gratuitamente, o meglio con le nostre tasse, un’assistenza adeguata e mediamente di alto livello. Per trovare i fondi credo che insistere sulla lotta all’evasione fiscale sarà in grado di garantire più risorse». —

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