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Oggi a sette anni dal sisma riapre la chiesa di San Carlo

M.P.
Oggi a sette anni dal sisma riapre la chiesa di San Carlo

Terminati i lavori di consolidamento e restauro, costati un milione 200.000 euro Rifatte le coperture e ricostruito anche l’organo, distrutto nel crollo del 2012

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LUZZARA. Oggi alle 10.30, con la solenne messa alla presenza di monsignor Massimo Camisasca, vescovo della Diocesi di Reggio Emilia e Guastalla, verrà riaperta, a sette anni e mezzo dal terremoto del 2012, la chiesa San Carlo Borromeo, a Casoni di Luzzara. I lavori hanno avuto tempi lunghi causa il cambio di imprese in corso d'opera.

La chiesa non solo è bella e luminosa ma anche più sicura. Le scosse avevano seriamente compromesso la facciata. Il costo delle opere è stato di 1.269.656 euro di cui 1.076.712 finanziati dalla Regione Emilia Romagna; 43.894 euro da contributo 8x1000 della Cei e 149.050 euro da fondi della parrocchia.

Ieri mattina, nella casa comunità allestita al civico 2 di via Ca' Bruciata, accanto alla chiesa, si è svolta la conferenza stampa che ha ufficializzato la chiusura del cantiere post sisma.

L'architetto Angelo Dallasta, direttore dell'Ufficio diocesano dei beni culturali, nell'introdurre l'incontro, ha presentato e dato il benvenuto agli ospiti. Sono intervenuti il parroco don Attilio Sarzi Sartori, il moderatore dell'Unità Pastorale don Piergiorgio Torreggiani, l'architetto Andrea Capelli della Soprintendenza Beni Culturali di Bologna, Modena, Reggio Emilia e Ferrara, monsignor Alberto Nicelli vicario generale, il sindaco di Luzzara Andrea Costa e il sottosegretario alla Presidenza della Regione Emilia Romagna, Giammaria Manghi.

Il progetto di restauro e consolidamento dell'edificio, studiato dagli architetti Alberto Bordi, Sauro Rossi, Marco Zarotti con l'ingegnere Giovanni Gualerzi ha avuto come obiettivo di risarcire i danni del sisma con il consolidamento strutturale e la risoluzione dei gravi problemi statici che miravano la stabilità della chiesa. Ciò ha comportato il rifacimento della copertura con la ricostruzione delle murature, il restauro delle finiture superficiali sui fronti interni ed esterni e la messa a norma degli impianti, quest'ultima, grazie all'8x1000 della Cei. Anche l'organo, distrutto dai crolli, è stato oggetto di attenzione con la realizzazione di un nuovo strumento musicale.

La chiesa di San Carlo Borromeo si presentava all'indomani del terremoto come uno degli edifici di culto più disastrati della Diocesi. Infatti oltre alle diffuse fratture nella struttura muraria e al ribaltamento della facciata c'era da tenere conto del crollo della volta della prima campata dell'aula e le gravi vulnerabilità della volta che minacciava di collassare. Su tutto gravava il peso della copertura cementizia realizzata agli inizi degli anni '70 che risultava un ulteriore elemento di criticità rispetto al fabbricato storico.

La chiesa San Carlo Borromeo fu costruita nel tardo Cinquecento come dipendenza della Pieve di Luzzara ed era intitolata alla Vergine Annunziata. Era a servizio della popolazione impiegata nelle operazioni di bonifica delle valli di Gualtieri e Guastalla, promosse da Cornelio Bentivoglio tra il 1545 e il 1585. Fu elevata a parrocchia nel 1617 dal vescovo Coccapani che commissionò la preziosa pala dell'altare principale al pittore romano Domenico Fetti.

La chiesa venne poi intitolata a San Carlo. Ora tocca alla chiesa di Codisotto di Luzzara ad essere restaurata e consolidata. E a maggio 2020 riapre un'altra chiesa importante: quella di Santa Maria Assunta di Reggiolo. —

M.P.

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