Punto nascite, dialogo Ministero-Regione per valutare un’eventuale riapertura
Sileri: «Sul tema, l’Emilia Romagna ha la prima e l’ultima parola. L’obiettivo è migliorare la situazione delle donne»
CASTELNOVO MONTI. Nessuna promessa roboante, ma diversi elementi interessanti sono emersi dalla visita a Castelnovo, ieri, del viceministro della salute Pierpaolo Sileri. Un incontro con il comitato Dinamo – mentre le Cicogne hanno declinato l’invito, in quanto avevano richiesto un colloquio separato, non concesso dagli organizzatori – che si è svolto in municipio e che è stato anticipato da una visita di Sileri all’ospedale Sant’Anna, dove ha dialogato con esponenti del personale medico e amministrativo, assieme alla direttrice del distretto Ausl Sonia Gualtieri. L’incontro in municipio ha visto una partecipazione limitata ma significativa: Sileri è arrivato con la vicepresidente della Camera Maria Edera Spadoni, reggiana, esponente M5S, e ai candidati alle Regionali del M5S Natascia Cersosimo e Gianni Bertucci. Ha incontrato Massimiliano Genitoni e Natallia Bandarenka in rappresentanza di Dinamo e Maria Cristina Bettini del Comitato per il punto nascite di Pavullo nel Frignano. Hanno partecipato inoltre il sindaco Enrico Bini, il consigliere di Castelnovo Libera Paolo Pigoni, quello dei 5 Stelle Luca Maioli e alcuni cittadini. Sia i rappresentanti di Dinamo che la Bettini hanno evidenziato i problemi a seguito della chiusura dei punti nascita in Appennino. Genitoni ha rimarcato le difficoltà legate alla distanza, in particolare dei paesi del crinale, dai punti nascita rimasti aperti, «con distanze riportate al ministero senza troppa precisione, che probabilmente hanno portato al parere negativo per la deroga», e il danno ulteriore derivato dalla soppressione, successiva alla chiusura del punto nascite, della guardia ginecologica H24.
Sileri ha rimarcato di aver trovato «un ospedale all’altezza e con una buona dotazione, che deve confrontarsi, come tante altre strutture nazionali, con problemi legati alla carenza di personale medico e infermieristico. Ma resta comunque un punto di riferimento per un territorio vivace: ho visto tanti ragazzi uscire dalle scuole, è importante garantire servizi per far sì che possano rimanere qui».
Sulla possibilità di una riapertura del punto nascite, ha spiegato: «Il nostro obiettivo deve essere migliorare la situazione delle donne che abitano il territorio appenninico, la sicurezza per loro e per i bambini: deve essere costruito un percorso, che sia fatto di un’assistenza di prossimità, di servizi e ostetriche che seguano, anche quotidianamente se c’è bisogno, le gestanti, che veda interventi in emergenza rapidi ed efficaci. Per costruire questo percorso ho voluto fare le mie valutazioni in prima persona, venendo qui, e prendere nota delle esigenze avvertite dai comitati e dalla popolazione. Ora mi assumo l’impegno di fare da ponte con la Regione Emilia Romagna e la prossima giunta regionale, portando all’attenzione le tematiche che mi sono state presentate. Ma con serietà verso i cittadini non voglio dare illusioni perché spetta alla Regione affrontare il problema dal punto di vista delle competenze». Sileri intende quindi «aprire un dialogo diretto con la Regione Emilia-Romagna, che sul tema della eventuale riapertura del punto nascite ha la prima e ultima parola, per valutare se in questo percorso possa rientrare anche tale riapertura».
Dal dialogo in municipio sono emerse anche possibili direzioni di lavoro in questo senso, ad esempio un coinvolgimento dell’Università ipotizzando un servizio nel quale operino giovani specializzandi, proposta da Gianni Bertucci, e il progetto sperimentale nell’ambito dell’appartenenza dell’Appennino alla Strategia Aree Interne, illustrato a Sileri dal sindaco Bini. —
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