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Reggio Emilia, le compagne di Nilde Iotti al sindaco: «Ora basta con la censura»

Evaristo Sparvieri
Reggio Emilia, le compagne di Nilde Iotti al sindaco: «Ora basta con la censura»

Non accenna a placarsi la polemica sul video “La ragazza dalle spalle larghe” in cui spariscono i riferimenti alla militanza comunista della Iotti

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REGGIO EMILIA. «Attendiamo risposte nel merito delle nostre osservazioni, che ci auguriamo ci vengano date nell'incontro». Non accenna a placarsi la polemica sul video “La ragazza dalle spalle larghe” sulla vita di Nilde Iotti, commissionato dal Comune e proiettato il 4 dicembre scorso al teatro Ariosto in occasione dei vent’anni della morte della prima presidente della Camera donna, evento che ha inaugurato le celebrazioni in vista dei cento anni della sua nascita, avvenuta a Reggio il 10 aprile 1920.

Un video sul quale le storiche compagne della grande politica reggiana nei giorni scorsi hanno scritto una lettera aperta, indirizzata al sindaco, Luca Vecchi, all’assessora Raffaella Curioni e alla Fondazione Nilde Iotti, accusando la deliberata rimozione dal filmato di riferimenti al Comunismo, al Pci e all’Udi. Una lettera che ora ha trovato l’adesione di circa settanta firmatari (leggi articolo a lato, ndr), che dopo la disponibilità manifestata sulla Gazzetta dal sindaco a incontrare i promotori di questa iniziativa – che hanno chiesto la sospensione della proiezione del video nelle scuole, in attesa delle opportune integrazioni – ora tornano alla carica.

«Incontreremo il sindaco e ascolteremo le sue argomentazioni», fanno sapere i promotori, ricordando che «Nilde Iotti è stata presidente e non vicepresidente della Camera» e «che la censura viene esercitata da chi detiene una qualche forma di potere, noi siamo semplici cittadine senza ruoli istituzionali di alcun genere, ed esercitiamo semplicemente il pensiero critico, sale della democrazia». Secondo i firmatari della lettera, «ci pare invece che proprio il video operi una censura, quando cancella l’appartenenza politica di Nilde Iotti e tace sulle stragi neofasciste di quel periodo».

Dopo l’articolo sessista apparso su Libero, è la seconda polemica che riguarda le celebrazioni della figura della storica politica reggiana. Ma i firmatari della lettera respingono con forza qualunque paragone. «È infelice e per noi incomprensibile, e lo respingiamo con forza, qualsiasi anche velato accostamento tra la nostra lettera e il lerciume del recente articolo sessista uscito su un quotidiano nazionale, contro cui molte di noi hanno preso subito nettamente posizione. La “barra dritta” contro il sessismo e il maschilismo, noi donne la teniamo da sempre».

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