Ecco la Casa del volontariato ospiterà undici associazioni
Dopo 9 mesi di lavori, inaugurazione a fianco della sede dell’Unione Montana Bonaccini sul punto nascite: «Da rivedere il parametro dei 500 parti annui»
Castelnovo Monti. Una superficie di 1000 metri quadri complessivi, più di 30 stanze, strumentazione tecnologica d'avanguardia, posti coperti per le ambulanze e mezzi della protezione civile. Il tutto per un investimento da quasi 1,5 milioni di euro, con un cantiere che in 9 mesi ha portato a compimento l'innalzamento del garage preesistente della protezione civile, a fianco della sede dell’Unione Montana.
Soddisfazione, orgoglio e un pizzico di commozione sono stati il leitmotiv dell’inaugurazione del nuovo centro sovracomunale di protezione civile, Casa del volontariato, in cui troveranno sede 11 associazioni del territorio, e nuova sede della Croce Verde. Quest'ultima è stata la promotrice di questo ambizioso progetto, ormai due anni fa, e quella che si è fatta carico del maggiore importo per i lavori: 650.000 euro, ai quali si sono aggiunti 350.000 euro dalla Regione, 250.000 dall'Unione dei Comuni e 200.000 dal Comune di Castelnovo.
Iacopo Fiorentini ieri, presidente della Croce Verde di Castelnovo e Vetto, subito dopo il taglio del nastro, ha voluto ringraziare «tutte le istituzioni che hanno creduto nel progetto, le associazioni che hanno collaborato e troveranno in questa struttura una nuova casa, ma prima di tutto i volontari, che fino a ieri sera tardi si sono dati da fare perché fosse tutto pronto: sono stati davvero straordinari». Concetto ribadito dal sindaco Enrico Bini, che ha rimarcato come «il volontariato sia per noi essenziale per mantenere vivo il territorio, per integrare i servizi che il pubblico non riesce a coprire nella loro totalità, per garantire sicurezza sanitaria, sociale e territoriale all'Appennino».
All'inaugurazione, oltre a tutti i sindaci della montagna, hanno preso parte anche il presidente della Regione Stefano Bonaccini, il vicepresidente Giammaria Manghi e, tra gli altri, i vertici dell'Anpas regionale e nazionale e il presidente nazionale Uncem, Marco Bussone. «Questa giornata – ha affermato Bonaccini – è la testimonianza di come in montagna si possano raggiungere livelli di eccellenza attraverso la collaborazione tra associazionismo e istituzioni. Questa inaugurazione è un grande traguardo, abbiamo voluto sostenere il progetto comprendendone immediatamente l'importanza. Sono realtà come queste, e il nostro straordinario associazionismo, che insieme al sistema sanitario della regione hanno fatto sì che l'Emilia-Romagna sia stata indicata come punto di riferimento nazionale nelle classifiche nazionali per qualità dell'offerta sanitaria e capacità di rispondere ai bisogni di salute della popolazione».
Bonaccini ha accennato anche alla situazione dei Punti nascita appenninici: «Noi siamo rappresentanti di una istituzione e come tale dobbiamo osservare le leggi e le normative nazionali. Da un anno e mezzo ho chiesto di essere convocato al ministero per discutere del parametro minimo dei 500 parti annui che a mio parere va rivisto. Non sono mai stato invitato a un incontro. A breve però dovrei vedermi con il ministro Speranza e auspico che si possa aprire un dibattito serio, che non sia fatto solo di slogan». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google