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«Non si può criminalizzare una festa divertente e goliardica»

E.Spa.

Gabriele Vian della Suonica, la società organizzatrice della serata «Io c’ero, e ho visto soprattutto ragazzi che volevano solo divertirsi» 

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L’INTERVISTA

«Random è nota come festa goliardica, uno pseudo carnevale che ha un pubblico molto giovane, noto per non aver mai problemi ad esempio di droga o altre cose del genere. È una festa pulita, dove non ho visto situazioni che possano essere criminalizzate o considerate particolarmente pericolose. C’è molto di peggio in giro. Io ero presente alla serata e ho visto tanti ragazzi con voglia di divertirsi. Sono cose che possono succedere in tutti i locali e gli eventi con molte persone. Ma quanto successo non è così allarmante. È la quotidianità per eventi del genere». Così Gabriele Vian della Suonica di Roncade (Treviso), agenzia che ha organizzato il Random Party alle Fiere appoggiandosi al Pd di Campegine, prova a smorzare le polemiche su quanto avvenuto sabato sera.

«La festa la vendiamo da sei anni in tutta Italia. Reggio, Senigallia, Bologna, Jesolo dove ci sono 15mila persone. Stiamo parlando di episodi abbastanza normali in assembramenti di persone così importanti».

Ci sono stati circa 40 sequestri, però...

«È una festa goliardica. I ragazzi vengono con buoni propositi, vestendosi a caso. Magari qualcuno porta con sé spade di plastiche o altri oggetti del genere. Non vengono mica con mazze da baseball...».

E lo spray al peperoncino?

«Il problema è che è di libera vendita. Poi dipende dall’uso che uno ne fa. Ci vuole buonsenso, come in ogni cosa. La legge non ci consente perquisizioni capillari, ad esempio come negli aeroporti. Ma non si paragoni questa festa con Corinaldo. Lì era una situazione all’estremo, c’era una banda dello spray, una sola uscita di sicurezza aperta, per esempio».

C’è stato però un furto. E poi l’alcol. E infine la rissa.

«Chi ha commesso il furto è stato subito identificato. E di questo sono contento. I furti succedono ogni giorno in Italia, mica solo a questa festa. Una volta nelle discoteche si rubavano i cellulari o soldi. Ora le catenine. Quanto all’alcol, alla festa potevano partecipare ragazzi dai 16 anni in su. All’ingresso solo a chi ha più di 18 anni viene dato un braccialetto per una consumazione che può essere alcolica. Si cerca di lavorare nel migliore dei modi, ma se un giovane vuole bere può farlo prima, arrivando già ubriaco. In genere chi è ubriaco non lo facciamo entrare. Poi ci sono ragazzi che non sono ubriachi, ma hanno già bevuto. E basta un bicchiere per ubriacarsi. Non manca chi si fa prendere l’alcol da amici maggiorenni. Ma da quello che ho visto non ci sono state situazioni al limite».

E la rissa?

«Io ho visto un ragazzo con un cerotto sul sopracciglio. Può succedere in eventi con tremila persone, ma non ci sono stati feriti gravi. Si collabora sempre con le forze dell’ordine. Consideri inoltre che il 60% delle presenze era femminile. Sono 25 anni che sono nel mondo degli eventi e posso dire che non ho visto situazioni pericolose. Sono successe cose che possono succedere in qualunque discoteca». —

E.Spa.

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