Reggio Emilia, la lettera del vescovo Camisasca: «La Chiesa è fatta di peccatori talvolta peggiori di altri uomini»
La lettera ai nostri lettori del vescovo Massimo Camisasca: «Gesù ha sparso il suo sangue per purificarla e farne la casa di tutti»
Carissimi lettori della Gazzetta di Reggio, torna la festa del Santo Natale. Non è solo una data del calendario: la nascita di Gesù è avvenuta nella storia più di duemila anni fa, ma ogni anno la Chiesa vuole riproporcela per aiutarci ad entrare in un avvenimento così strano e così straordinario, da non poter essere accostato una sola volta nella vita.
Solo il passare del tempo, la maturazione dei nostri desideri e anche delle nostre fatiche, possono portarci con sempre nuove domande davanti al presepe.
Chi sei tu, Gesù di Nazaret, che hai attratto a te in questi duemila anni milioni e milioni di persone? Che cosa hanno trovato in te, nelle tue parole e nelle tue azioni? Che cosa hanno imparato attraverso la conoscenza della tua vita? Ma, ancora: tu sei definitivamente morto, come molti pensano, o sei ancora vivo tra noi? Come può un morto muovere così tanto la storia degli uomini, al punto da essere ancora oggi amato fino al martirio, e deriso e disprezzato nelle forme più brutali, cui abbiamo assistito in questi giorni?
La persona di Gesù, la persona del Cristo, Figlio di Dio fatto uomo, è un mistero così grande che necessita di qualcuno che ci prenda per mano e ci aiuti a vederlo. Nessuno però può accostarsi a Gesù veramente se non ascolta anche le voci che vengono dalla profondità del suo cuore. Per questo il mio primo invito per il Natale di quest’anno è di domandarvi: “Che cosa io mi aspetto veramente dalla vita? Cosa mi attendo? Cosa desidero più di ogni altro bene?”.
Gesù si pone al crocicchio di tutte queste domande e dice: Venite a me voi tutti che siete affaticati e stanchi, e io vi ristorerò (cf. Mt 11,28). Il suo ristoro consiste nel raccontarci ancora una volta il perché della vita: siamo al mondo perché Di ci ama, perché Dio ci ha voluti. Dio non ci lascia soli. Egli ci accompagna. Non ci toglie le prove, ma ci aiuta a superarle. Ci dona soprattutto uno sguardo nuovo, la fede, per poter leggere ciò che accade in noi e attorno a noi. Ci toglie dalla disperazione, ci aiuta ad andare incontro a chi è più bisognoso di noi e a scoprire nel povero il suo volto misterioso e luminoso.
Il mio augurio per Natale è che possiate trovare degli amici che vi aiutino nel cammino di scoperta della persona di Gesù e della sua comunità, la Chiesa, fatta di peccatori talvolta peggiori di altri uomini. Eppure, Gesù per essa ha sparso il suo sangue, per purificarla e per farne la casa di tutti.
Auguri a tutti di buon Natale! Un caro abbraccio dal vostro vescovo,
Massimo Camisasca.
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