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Il sondaggio 

La Cisl in pressing su Vecchi sul protocollo per via Turri

Luciano Salsi
La Cisl in pressing su Vecchi sul protocollo per via Turri

Il sindacato chiede al primo cittadino di firmare il documento di rilancio della zona

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La Cisl ha trovato nelle opinioni espresse dai cittadini reggiani una larga condivisione delle proposte avanzate dai sindacati confederali e da tredici associazioni operanti nel quartiere per rigenerare la zona della storica stazione ferroviaria. Le ha raccolte tramite un sondaggio a cui hanno risposto 143 persone e ne trae motivo per rinnovare con forza al sindaco Luca Vecchi la richiesta di firmare nel prossimo mese di gennaio il Protocollo comune presentato lo scorso 13 agosto allo scopo di avviare progetti di intervento su cui possa convergere l’impegno del Comune e dei gruppi di lavoro attivi nella zona.

LA RICERCA

Domenico Chiatto e Andrea Sirianni sono i membri della segreteria della Cisl Emilia Centrale che hanno curato la ricerca. «Abbiamo rilevato di grande interesse – spiegano - le richieste che emergono dal sondaggio. Infatti, se il 41% dei cittadini, come prevedibile, richiede maggiore sicurezza, il 25% ritiene che sia opportuno mettere in campo una politica abitativa che risponda alle esigenze delle famiglie, mentre il 15% propende per l'attivare servizi equiparabili ad altre zone della città, l’8% per il dare vita ad ulteriori situazioni di aggregazione sociale, oltre a quelle già presenti, il 3% per il creare ulteriori zone verdi o spazi qualificati».

A loro parere è positivo il dato che il 51% delle persone sappia che già esistono nella zona della stazione associazioni con diversi progetti sociali.

DOMANDE E RISPOSTE

Alla domanda “Cosa vorreste per il futuro?” il 50% degli intervistati ha risposto proponendo di controllare capillarmente le abitazioni e chi vi abita, il 30% di rafforzare la rete e le iniziative culturali e sociali, il 13% di rafforzare i servizi sanitari al quartiere. Il 47% chiede di favorire l’insediamento di piccole attività artigianali, il 24% di migliorare la mobilità e le sue infrastrutture, il 23% una politica di incentivo per il commercio. Quanto agli insediamenti abitativi il 38% è per il recupero di spazi, il 30% per una migliore ridistribuzione dei nuclei familiari, il 19% per maggiori locazioni da destinare a studenti e lavoratori di alte province.

LA SEDE

La Cisl Emilia Centrale ha la sede reggiana in via Turri a ridosso del rione trasformatosi progressivamente in una sorta di ghetto abitato all’80% da immigrati stranieri. Perciò conosce da vicino i problemi che l’affliggono e si pone alla guida della cordata che preme sull'amministrazione comunale affinché se ne trovi una soluzione. Rientrano in questa strategia le interviste a cui si è sottoposto un piccolo campione non formato con criteri scientifici ma abbastanza rappresentativo della popolazione reggiana.

intercultura

Risulta noto a tutti gli intervistati il fondamentale carattere multietnico di questo insediamento. Il 54% sa che ci sono negozi di diversa nazionalità, ma per il 17% i negozi sono ancora pochi. In merito alle problematicità la fetta più grande delle risposte, pari al 43%, si focalizza sul degrado sociale dovuto alla prostituzione, allo spaccio di droga e alle criticità socio-sanitarie. Il 25% delle risposte sottolinea invece il problema dell'immigrazione, aggravato dalle numerose presenze non controllate. Peraltro il giudizio complessivo non è catastrofico. Molti apprezzano i vantaggi del vivere in questa zona: per il 40% la vicinanza al centro e alla zona stazione, per il 27% il ridotto costo degli immobili, per il 10% per il valore della interculturalità. —



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