Gazzetta di Reggio

Reggio

ieri pomeriggio 

La predica di Prampolini letta nell’atrio del municipio

R.F.

Anche quest’anno  è stata rinnovata la tradizione a cura di Bernardi e Del Bue al fianco della statua dell’apostolo del socialismo 

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Si è rinnovata anche quest’anno la tradizione della predica laica di Natale di Camillo Prampolini. L’iniziativa si è svolta ieri alle 17.30 nell’atrio del Municipio a fianco della statua dell’apostolo del socialismo da parte di Antonio Bernardi e Mauro Del Bue, rispettivamente presidente e direttore del centro studi Camillo Prampolini.

Dopo che lo scorso anno la predica fu affidata allo scrittore Carlo Lucarelli, quest’anno i due relatori reggiani hanno effettuato una rilettura ragionata della celebre predica di Camillo Prampolini che nel Natale 1897 salì su un tavolo e arringò coloro che stavano uscendo dalla chiesa.

Un discorso che si aprì con la domanda «Siete voi cristiani?», da cui prese le mosse per sviluppare un parallelismo tra cristianesimo e socialismo e sostenere, già allora, che «è venuto il tempo in cui il sogno di Cristo può essere finalmente realizzato. Basta che i lavoratori lo vogliamo».

Poi Prampolini chiuse la sua celebre predica laica richiamando il discorso della montagna di Gesù e dicendo rivolto ai lavoratori: «Siamo noi gli assetati di giustizia. Siamo noi che in nome dell’eguaglianza umana leviamo un'altra volta la bandiera dei poveri, dei diseredati, dei piccoli, degli umili, degli oppressi, degli avviliti, dei calpestati! Siamo noi che, innalzando un inno al lavoro produttore d’ogni ricchezza, annunziamo ai ricchi padroni del mondo il trionfo immancabile e il reo dei lavoratori; noi che ci sforziamo di affrettare questo regno; noi i vituperati e perseguitati per cagion di giustizia». —

R.F.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google