Nomi imposti e malumori per la corsa a un seggio
REGGIO EMILIA. Matteo Salvini la partita per le prossime Regionali la sta giocando fino in fondo e in prima persona. E sceglie anche i candidati da eleggere. Non solo ha imposto il candidato governatore del centrodestra, rintuzzando ogni voce contraria, ma con il suo essere onnipresente pare essere lui il candidato in Emilia Romagna al posto di Lucia Borgonzoni, che nei comizi è sempre un passo indietro.
Anche nella scelta dei candidati è Salvini che decide in prima persona. A confermarlo la presenza nella lista della Lega di due candidati reggiani poco graditi e non indicati da Gianluca Vinci, che è il segretario emiliano del Carroccio. Il primo nome è quello del consigliere regionale uscente Gabriele Delmonte; il secondo è quella della candidata civica Cinzia Rubertelli. In entrambi i casi si è trattato di un diktat arrivato dai vertici nazionali del Carroccio, che hanno imposto candidati che almeno sulla carta corrispondono ai profili dei due reggiani: due nomi che, comunque vadano le elezioni per la Lega, presumibilmente si aggiudicheranno un seggio in consiglio regionale.
L’asse che governa la Lega reggiana, Vinci-Melato, era arrivato allo scontro con Delmonte, prima sul suo stretto collaboratore Mattia Casotti e poi con il tentativo di non ripresentare il consigliere regionale uscente, nonostante il buon risultato ottenuto alle Comunali a Montecchio. Mentre con Cinzia Rubertelli la collaborazione e il clima in sala Tricolore non sono mai stati dei migliori. Per portare in Regione anche i suoi fedelissimi (Matteo Melato e Riccardo Rovesti) e cioè quattro reggiani, Vinci deve confidare non solo sul fatto che la Lega vinca, ma che i voti a Reggio siano superiori a quelli di Modena e Parma. —
R.F.
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