Gazzetta di Reggio

Reggio

Lo stemma 

Leone, aquila, cervo e stella e al centro il simbolo di Reggio

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REGGIO EMILIA. Se l’origine della Provincia risale al decreto Farini del 1859, per lo stemma che ancora oggi rappresenta l’ente bisognerà attendere quasi 80 anni. È infatti del 28 marzo 1938 il Regio Decreto che concede ufficialmente alla Provincia un emblema in realtà approvato l’8 giugno 1929, a conclusione di uno studio che il presidente Mario Muzzarini aveva commissionato all’avvocato Antonio Cremona Casoli, eminente erudito di araldica, per individuare uno stemma che oltre che valore di simbolo, abbia anche quello di vera e propria insegna dell’organismo provinciale, che ha pure una storia propria da non confondere con le tradizioni e le glorie locali della città e dei luoghi compresi nella sua giurisdizione.

La scelta cade su di una felice sinergia grafica degli stemmi dei Comuni principali delle varie zone della Provincia, attorno a quello del capoluogo, riuniti e composti secondo regole e tradizioni araldiche. Nell’insegna sono infatti raffigurati, ciascuno occupante un quarto dell’intero scudo, il Leone rampante di Guastalla (la zona della Valle Padana, rappresentata collo stemma della città che ricorda l’antico ducato e l’antico feudo dei Principi Gonzaga ed è dopo il capoluogo la città più importante della Provincia); il Sole raggiato di Correggio (la zona di pianura collo stemma della città che ricorda l’antico principato dei Correggi ed è pure città importante per memorie storiche, e patrie, e per uomini illustri; per ricchezza e commercio e popolazione); la Scalinata con in capo l’aquila ad ali spiegate di Scandiano (la zona di collina raffigurata dalla “nobil Terra” di Scandiano, altra importante cittadina che ha memorie storiche di grande lustro e che diede alla patria uomini insigni, di cui l’Italia si gloria) e le Stelle, i gigli e il cervo della zona montana, rappresentata dallo stemma di Castelnuovo Monti, che richiama le antiche glorie di Bismantova ed è il maggior centro commerciale ed industriale del nostro Appennino.

I quattro stemmi sono uniti al centro da quello della città capoluogo, la croce rossa in campo argento con la sigla SPQR, e sormontati dalla corona della Provincia ornata di fronde di alloro e di quercia. Uno stemma, dunque, teso a ribadire l’importanza della memoria storica delle identità comunali di tutto il territorio, concepite non in antagonismo con la Provincia, ma come presupposto fondamentale per la definizione e la rappresentazione della Provincia stessa: una sorta di “Provincia casa dei Comuni” ante litteram. —

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