Recinzione e videocamere poi la Rems potrà aprire
Ci vorrà ancora qualche mese prima che la Rems (residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza) di via Montessori e i cui lavori sono pressoché ultimati entri in funzione. Si ipotizza l’apertura a marzo 2020, giusto il tempo per ottemperare alle prescrizioni di sicurezza imposte dalle forze dell’ordine come altezza della recinzione esterna e il montaggio delle telecamere di controllo a circuito chiuso, per esigenze di custodia degli ospiti e di sicurezza. La nuova Rems, che sorge a Due Maestà, è costata circa 7 milioni di euro ed è deputata a ospitare i pazienti dell’ex ospedale psichiatrico giudiziario.
«I lavori di muratura e arredamento si sono conclusi in estate, in linea con i tempi previsti. Abbiamo proceduto alla formazione del personale. Per l’apertura ci sono alcune correzioni da fare relative alle richieste di adeguamento che ci sono state chieste da prefettura e questura rispetto alla sicurezza della struttura. Prevediamo però di riuscire ad aprire la struttura in pochi mesi», ha confermato nei giorni scorsi il direttore del Dipartimento di salute mentale dell’Ausl reggiana, Gaddo Maria Grassi. Nel frattempo continuano a essere in funzione le Rems aperte provvisoriamente a Bologna e a Parma, che sono le due strutture dalle quali verranno poi trasferiti i pazienti di Reggio, che sono attualmente già ospitati nelle due strutture.
La nuova Rems di Reggio sarà suddivisa in due moduli, uno da 10 posti e uno da 20 posti letto. Gli ingressi nel primo blocco saranno i primi a essere attivati in via sperimentale, mentre gli altri 20 pazienti saranno inseriti solo dopo qualche mese.
Le due strutture provvisorie oggi attive a Bologna e Parma ospitano in totale 24 pazienti psichiatrici, mentre nella Rems di Reggio ci sarà la possibilità di aumentare l’accoglienza di altri sei nuovi posti letto per ospitare altrettanti pazienti provenienti da tutta la regione.
I pazienti che vengono dimessi dalle Rems, invece continueranno, come avviene ora, il loro percorso di reinserimento sociale in comunità come quella di Forlì o a essere seguiti, come nel caso di Reggio, dalla cooperativa sociale l’Ovile. —
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