Gazzetta di Reggio

Reggio

montecchio 

Seduta convocata dalla vice La minoranza esce dall’aula

Alessandro Zelioli
Seduta convocata dalla vice La minoranza esce dall’aula

Bagarre in consiglio comunale, Delmonte: «Ci voleva la firma del sindaco» Dura replica del Pd: «Fa campagna elettorale». In votazione c’era il bilancio

4 MINUTI DI LETTURA







Si terrà lunedì 30 dicembre alle 18.45 nella sala della rocca di Montecchio, il consiglio comunale che ha fatto discutere la città capodistretto della Val d’Enza, poco prima di Natale. Lunedì 23, infatti, la seduta che doveva approvare il bilancio previsionale – che, per legge, deve avvenire entro il 31 dicembre – per una segnalazione di un’anomalia formale fatta dalla minoranza è saltata. L’opposizione guidata dal consigliere Gabriele Delmonte ha infatti evidenziato che la convocazione era firmata dalla vice sindaca di Montecchio, Roberta Dieci, su delega del sindaco Fausto Torelli. Portando a esempio una sentenza del Consiglio di Stato che si era recentemente pronunciato su un episodio analogo, ha abbandonato la sala lasciando sola maggioranza, che ha ritenuto di non procedere oltre, rimandando la votazione a nuova data.

La maggioranza

Immediata la reazione di Stefano Ferri, assessore al Bilancio. «Il Gruppo di maggioranza Montecchio Futura – si legge in una nota – a fronte di un abbandono del consiglio comunale degli unici due rappresentanti dell’opposizione, che hanno sollevato una pretestuosa questione formale nella convocazione del Consiglio stesso, per senso di responsabilità politica nei confronti della cittadinanza, ha deciso all’unanimità di non procedere alla discussione ed approvazione dei punti all’ordine del giorno rimandandoli ad una data successiva riconvocando il consiglio ritenendo inopportuno approvare il bilancio previsionale del Comune in assenza dell’opposizione». E a caldo, anche la segreteria del Pd di Montecchio, a firma di Patrizia Rabitti, lancia il sasso contro la minoranza, mettendo un titolo al proprio comunicato stampa che non lascia spazio a interpretazioni: “La campagna elettorale di Delmonte a discapito dei Montecchiesi”. «Grazie all’iniziativa a sorpresa del capogruppo della minoranza “Viviamo Montecchio”, si è riproposta la grande questione del rapporto tra forma e sostanza – scrive – La minoranza ha abbandonato la sala consigliare sostenendo che, essendo stata la seduta convocata dalla vicesindaco invece che dal sindaco, la stessa non era da ritenersi valida in base a una sentenza del Consiglio di Stato che decretava su altro tema. Più che alla comunità montecchiese, abbiamo percepito da parte del consigliere Delmonte, l’interesse a qualche titolo sui giornali visto che la campagna elettorale per le elezioni regionali è in pieno svolgimento ed è consigliere regionale ricandidato. Impressione confermata dai contenuti del comunicato stampa preconfezionato e prontamente recapitato “in diretta” agli organi d’informazione. Il consigliere regionale e comunale Delmonte dà lezioni di opportunità al sindaco e di diritto amministrativo ai funzionari del Comune senza neppure ascoltarli, anche se presenti alla seduta e pagati per essere al servizio di tutti. Forse la precedente sconfitta elettorale alle amministrative non gli ha insegnato abbastanza sulla differenza tra vuota arroganza e amore per la collettività. I consiglieri di “Montecchio Futura” hanno dichiarato che torneranno in consiglio la prossima settimana volendo discutere il bilancio preventivo con l’opposizione riconciliando così, con senso pratico e senza dubbi, forma e sostanza».

LA MINoRANZA

Non si è fatta attendere anche la contro-replica di Gabriele Delmonte, il leader del centro destra e capolista di Viviamo Montecchio. «Le difficoltà del Pd, tangibili ed evidenti, non possono essere tollerate quando, al di là del legittimo diritto di critica politica, sempre ben accetta, quando propositiva, trascendono in accuse false, e prive di qualsiasi fondamenta» scrive. Definisce «accuse pesantissime alla mia persona» quelle arrivate dalla segretaria del Pd locale. «Delle quali sarà chiamata a render conto nelle sedi più opportune – sottolinea – Vengono raccontati fatti privi di qualsiasi fondamento, nonché mendaci. La minoranza in consiglio comunale ha abbandonato l’aula in quanto la medesima era stata convocata dal vicesindaco anziché dal primo cittadino. Un errore, dal punto di vista sia istituzionale che formale, gravissimo, poiché tale errata convocazione avrebbe reso illegittima l’approvazione del bilancio. Pertanto, anziché gridare allo scandalo, i signori della maggioranza avrebbero quantomeno dovuto ringraziare per averli salvati da una figuraccia inevitabile. A riprova di quanto asserisco, si consideri che il prossimo Consiglio è stato convocato, guarda caso, dal sindaco medesimo». E aggiunge: «Non ho mai prodotto alcuna nota stampa, tantomeno ho segnalato quanto di assurdo accaduto, attraverso i social network. Ad aver diramato ben due comunicati stampa è stato invece il Pd. Non percepisco soldi dal Comune, a differenza di quanto fa il signor sindaco, benché in piazza Repubblica sia spesso assente causando disagi come questo». —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google