Ai poveri 50 tonnellate di cibo in scadenza
Caritas e l’Ovile ogni sera raccolgono gli alimenti donati da Conad e Coop e li consegnano a un centinaio di famiglie
correggio. Ogni sera i volontari Caritas e della onlus “L’Ovile” passano rispettivamente al Conad di via Don Minzoni e alla Coop di piazzale Finzi, per ritirare gli alimenti in scadenza da donare alle famiglie in difficoltà. Si tratta di cibo ancora ottimo che però i supermercati sarebbero obbligati a togliere dalla vendita e a trasformare in rifiuti.
E i numeri di questa attività – per la quale le due associazioni, nei giorni scorsi, hanno firmato con il Comune una convenzione che consente loro di proseguire l’attività per altri due anni – sono da capogiro. Ma, per dirla con le parole di Rita Chiessi, responsabile dell’Ovile, «rappresentano solo un piccolo aiuto a nuclei italiani e stranieri che si trovano in situazione di indigenza».
Nel 2018, “L’ovile” ha ritirato qualcosa come oltre 18 tonnellate di alimenti ridistribuendoli a 130 adulti e 110 minorenni; nel 2019 sono state 12 e mezzo le tonnellate di cibo sottratte al macero. Numeri simili per la Caritas che nel 2018 ha raccolto poco più di 11 tonnellate di cibo e nel 2019 ha superato le 9 tonnellate. «I supermercati – spiega la responsabile Luciana Brevini – ogni sera ci danno prodotti da forno, dolciari e latticini in scadenza». Un paio di volte la settimana poi c’è il ritiro di frutta e verdura.
Complessivamente sono un centinaio le famiglie alle quali viene distribuito direttamente (o nel caso della Caritas anche presso all’Emporio alimentare) “il pacco” con qualcosa da mangiare. E lo scarto tra famiglie straniere e quelle italiane si assottiglia sempre più: per quanto concerne la Caritas il 40% di alimenti va a nuclei italiani, una percentuale che sale molto per “L’ovile”.
«Il 70-75% delle famiglie che chiedono il nostro aiuto sono italiane – spiega Chiessi – Si tratta di nuclei particolarmente colpiti dalla grande crisi iniziata nel 2006 e proseguita negli anni successivi, il cui capofamiglia, magari di una certa età, ha perso il lavoro e non è riuscito a trovarne un altro. Di solito si tratta di persone che fanno anche fatica a mostrasi e a chiedere aiuto». La redistribuzione di prodotti alimentare regalati dai supermercati è iniziata una decina di anni fa grazie a un protocollo d’intesa firmato tra Unione dei Comuni della Pianura Reggiana, la Provincia, Ausl e Iren e chiamato “Remida food”. Due gli obiettivi da raggiungere: promuovere azioni di lotta alla povertà e di aiuti alle famiglie in difficoltà e, parallelamente, diminuire la quantità di rifiuti prodotti, incidendo sugli sprechi. Il Comune, da parte sua, sostiene l’iniziativa garantendo un rimborso di mille euro l’anno, a titolo di rimborso spese, alle associazioni che provvedono alla raccolta e alla distribuzione di alimenti. —
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