Gazzetta di Reggio

Reggio

Circoli come “security point” affidati ai gruppi di vicinato

Adriano Arati
Il municipio di Scandiano
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Il municipio di Scandiano

Scandiano, la proposta del sindaco Nasciuti per «agevolare incontri e relazione umane» Allo studio anche punti di chiamata a pulsante in aree isolate del territorio

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SCANDIANO. I circoli di Scandiano usati anche come “punti di sicurezza”, sede fisica dei gruppi di vicinato. . La proposta, arrivata dal sindaco Matteo Nasciuti, è stata presentata in una riunione con i rappresentanti dei tanti gruppi di controllo di vicinato nati sul territorio negli ultimi anni. All’incontro, delle scorse settimane, hanno preso parte anche l’assessore alla Partecipazione e ai circoli, Nearco Corti, il sottotenente dei carabinieri di Scandiano Mauro Maccioni e il comandante della polizia municipale dell’Unione Tresinaro Secchia, Ermanno Mazzoni. L’idea è di sfruttare il vivacissimo circuito di circoli locali come sostegno ai gruppi che controllano il territorio e segnalano eventuali situazioni anonime alle forze dell’ordine.

Per Nasciuti, «è ora di dare ai gruppi di controllo di vicinato sedi fisiche, sedi che esistono già e sono collocate nei diversi circoli sparsi sul territorio, tra capoluogo e frazioni». A suo parere, «i circoli possono diventare anche all'occorrenza quei “security point” che avevamo prefigurato in campagna elettorale, e possono ospitare incontri e iniziative, raccolte fondi e possono agevolare la relazione umana, e non solo mediata dallo smartphone, tra i partecipanti ai gruppi». Un modo anche per favorire nuove iscrizioni.

Il coordinatore, Robert Barbieri, ha fatto presente la necessità di favorire un’informazione chiara sulle attività dei vari gruppi di vicinato, così da avvicinare anche altri cittadini. Infine, assieme a carabinieri e municipale, si è ragionato sulla possibile installazione di nuove telecamere di controllo da sistemare vicino alle varie isole ecologiche, dove spesso vengono lasciati rifiuti ingombranti negli orari di chiusura.Non solo: una delle idee in discussione è quella di montare dei punti di chiamata a pulsante per emergenze, in aree isolate del territorio, simili a quelli presenti in autostrada anche per prevenire le truffe agli anziani.

Quest’ultimo è un tema sentito e attuale. In tempi di bombardamenti di offerte per forniture sul libero mercato, molti usano queste proposte per presentarsi alle porte e cercare di ingannare persone, sia facendo sottoscrivere contratti capestro sia entrando direttamente nelle abitazioni per portare via denaro, oggetti preziosi e strumenti elettronici di valore. In generale, la zona pedecollinare reggiana e in particolare il comprensorio ceramico, si sono trovati a fronteggiare situazioni difficili, con bande organizzate che puntano a privati, a commercianti e alle aziende di un’area così popolosa, economicamente dinamica e ricca di vie di collegamento (e quindi di fuga). I vari gruppi di vicinato, in coordinamento con i Comuni, sono presenti ormai in tutti i paesi e cercando di far rete anche oltre ai confini dei singoli territori.

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