Gazzetta di Reggio

Reggio

Bonaccini-Borgonzoni, ci si gioca... l’Italia

Luca Gardinale

Il verdetto delle urne sarà una sfida storica anche per il futuro del Paese, tra la tenuta del governo e l’eventuale spallata

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Per sapere chi stapperà lo spumante bisognerà aspettare la mattina del 27 gennaio, ma quel che è certo è che queste elezioni regionali rappresentano un appuntamento storico: per la prima volta l’Emilia Romagna è effettivamente contendibile per il centrodestra che, sfruttando il momento d’oro della Lega – che alle Europee del 26 maggio è diventata primo partito anche nella nostra regione – ha puntato sulla bolognese Lucia Borgonzoni, parlamentare ed ex sottosegretario alla Cultura. A sostenerla, oltre a Carroccio, Forza Italia e Fratelli d’Italia, ci sono la “lista del presidente”, quella dei giovani e “Cambiamo”, il movimento del presidente della Liguria Giovanni Toti. Dall’altra, a difendere la Regione “rossa” per eccellenza, c’è Stefano Bonaccini, presidente uscente e uomo forte del Pd, sostenuto da una coalizione che va dai dem alla sinistra di “Emilia Romagna Coraggiosa”, passando per gli europeisti di Volt e quelli di +Europa, dai Verdi e dalla “lista del presidente”. Una sfida complicata, con il centrosinistra determinato a difendere la sua roccaforte e il centrodestra trainato da Matteo Salvini pronto a conquistare l’Emilia Romagna per dare la “spallata” al governo Conte e tornare alle urne. Un ruolo più marginale lo giocherà il Movimento 5 Stelle che, dopo aver accarezzato l’idea di allearsi con il centrosinistra, come fatto in occasione delle sfortunate elezioni umbre, ha optato per una corsa solitaria affidandosi all’informatico forlivese Simone Benini. Ancora più defilate le altre forze, ovvero le liste di sinistra “L’Altra Emilia Romagna” e Potere al Popolo, così come i no vax del “Movimento 3 V”. In extremis si è poi aggiunta una settima lista, quella del Partito Comunista, che ha candidato a presidente la parmigiana Laura Bergamini ma che sarebbe sub iudice. Una sfida storica, dunque, che da una parte ha visto Bonaccini cercare di affrancarsi dal Pd, e dall’altra la Borgonzoni, che punta tutto sulla forza di Salvini, che da settimane sta battendo tutta la Regione. —



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