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Folla e applausi per l’annuario numero Sessanta

M.P.
Folla e applausi per l’annuario numero Sessanta

Presentata a Palazzo Ducale la pubblicazione  che da decenni racconta la cultura e i personaggi della Bassa reggiana

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GUASTALLA. Il mito dell’annuario guastallese è vivo più che mai e resiste da 60 anni.

L’idea della rivista era nata dal giornalista Erminio Canova (Ninetto) scomparso 13 anni fa, ma è stata pubblicata ininterrottamente anche dopo la sua scomparsa grazie alla professionalità di Alessandra Bertelli di “Progetto&Comunicazione” che di recente nella suggestiva Sala del Camino di Palazzo Ducale, ha presentato l’evento davanti ad oltre 200 persone: una presenza record. Il numero 60 dell’annuario guastallese è andato a ruba in poco tempo. Alla presentazione era presente Nara Zecchi, la moglie di “Ninetto”. Seduto tra il pubblico anche il giornalista Enrico Pirondini. In apertura il saluto del sindaco Camilla Verona che ha parlato del progetto “Riserva Mab Unesco”. «Un riconoscimento importante, frutto dell’intenso lavoro di quasi 4 anni soprattutto della nostra amministrazione e dei Comuni della Bassa reggiana che con altri paesi e città rivierasche si sono via via uniti in un grandioso e lungimirante progetto di valorizzazione dell’ambiente». L’assessore al turismo Ivan Pavesi ha aggiunto che si tratta di una grande opportunità per lo sviluppo turistico della golena del Po. «La decisione della promozione a Riserva Mab di PoGrande – ha ricordato – è arrivata nel corso della 31° sessione del Consiglio Internazionale di Coordinamento del Programma MaB che si è svolta a Parigi (Francia) nel giugno scorso». A seguire ha preso la parola Tiziano Soresina (giornalista della Gazzetta di Reggio) che ha parlato della sua ricerca – con la fattiva collaborazione del fotografo Fausto Franzosi – sull’eremita del Po. L’annuario infatti riporta un bellissimo e commovente servizio sulla storia da romanzo di Pietro Rossi, andato a vivere su un barcone nella golena del Po. Soresina oltre a tributare un caloroso applauso al sempre schivo Franzosi (ma ne seguiranno tanti altri durante l’iniziativa) ha anche ringraziato i familiari di Rossi, presenti in sala, per aver arricchito con documenti e foto la sua ricerca. È stata poi la volta di Mario Veronesi, appassionato numismatico, che ha parlato della produzione monetaria guastallese tra arte e storia con i suoi simboli sugli scudi gonzagheschi: San Pietro, Santa Caterina, L’Annunciazione, la Beata Vergine del Castello fino alla statua di Ferrante Gonzaga. Veronesi ha anche parlato dei reperti archeologici trovati nell’alveo del Po: vanno dall’età del bronzo alla colonizzazione romana. Al termine è stata inaugurata la mostra “La Luna sul Po” – visitabile oggi, il 4-5-6 gennaio e ogni sabato e domenica sino al 31 gennaio (9.30-12.30; 15.30-18.30) – di cui l’annuario rappresenta l’interessante catalogo. —

M.P.

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