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La giunta tira dritto sulla piazza Il Pd: «Arroganza e chiusura»

La giunta tira dritto sulla piazza Il Pd: «Arroganza e chiusura»

Non passa la proposta del comitato per un confronto sui nuovi progetti La maggioranza, con l’ok della Sovrintendenza, riporterà il traffico al centro

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BAGNOLO. Nella seduta del consiglio comunale del 19 dicembre la maggioranza ha respinto la proposta di deliberazione d’iniziativa popolare per una consultazione dei cittadini di Bagnolo sulla definitiva sistemazione di piazza Garibaldi. Erano state 500 le firme che un comitato ha raccolto per chiedere un confronto su tra proposte, fino alla richiesta di un referendum.

«Il comitato ci chiedeva di non procedere con il nostro programma elettorale. Ci sembrava eccessivo... Anche perché la piazza è stato un punto focale di tutta la nostra campagna elettorale» commenta il sindaco Gianluca Paoli. La replica del Pd, attraverso il segretario Mattia Giroldi: «Arroganza e chiusura sono marchi di fabbrica di quest’amministrazione».

La questione di piazza Garibaldi – rifatta dalla scorsa amministrazione non senza difficoltà con un cantiere durato tanto – è annosa per Bagnolo. Paoli, in 10 anni di opposizione, si è speso col suo gruppo a lungo per contrastare l’idea di creare al centro l’area pedonale e portare le corsie di marcia dei veicoli ai lati. Ora che è diventato sindaco, l’obiettivo è il ritorno all’originale: traffico al centro, aree pedonali ai lati.

«Ci si è subito attivata nella variazione di bilancio del 30 luglio stanziando risorse a disposizione per le modifiche necessarie pari a 50.000 mila euro. Successivamente ai passaggi presso gli uffici competenti, nei giorni scorsi, il progetto ha inoltre ottenuto l’approvazione da parte della Sovrintendenza ai Beni Culturali che lo ha ritenuto coerente con il contesto esistente – spiega la maggioranza in una nota – A partire da gennaio 2020, l’amministrazione convocherà gli incontri con i commercianti, i residenti e gli ambulanti del mercato settimanale al fine di definire gli ultimi particolari, al termine dei quali si procederà alla definizione del progetto definitivo, alla quantificazione esatta delle spese, all’affidamento dei lavori e al loro inizio, previsto per la prossima primavera».

Il tentativo di mandare avanti soluzioni alternative è stata fatta con questo comitato e le circa 500 firme raccolte – quando Paoli era all’opposizione, la sua petizione sulla piazza ne aveva raccolte 2.500 – che aveva trovato sponda nelle opposizioni, che hanno validato le sottoscrizioni. Ma si è trovata davanti il “muro” della maggioranza.

l’opposizione

Non si è fatta tardare la replica del Pd. «Abbiamo sempre auspicato che sulla piazza ci fosse la più ampia partecipazione possibile con il coinvolgimento delle opposizioni che a Bagnolo, lo ricordo, rappresentano il 60% dell’elettorato – spiega il segretario del Pd, Mattia Giroldi – Nonostante la raccolta di firme, la giunta ha invece deciso di tirare dritto facendo leva sul risultato elettorale. Una decisione incoerente e contradditoria. Un confronto con il territorio infatti, anche passando attraverso un ipotetico referendum o un confronto ben strutturato con i cittadini, non farebbe che rafforzare la forza derivante dal voto. Di cosa ha paura dunque la maggioranza?». La maggioranza solleva anche un altro tema. «Elisa Malaguti ha presentato in Consiglio comunale una mozione sulla manutenzione straordinaria delle piste ciclopedonali e la messa in sicurezza degli attraversamenti pedonali. Nel dettaglio si chiedeva di rendere più sicura la pista ciclo pedonale su ambo i lati nel tratto da via Roma a via Provinciale Sud indicativamente fino alle “Rotte” e riqualificare via Fratelli Cervi, valutando, allo stesso tempo, una maggior messa in sicurezza degli attraversamenti ciclo-pedonali presenti sia nel tratto stradale interessato che nei punti d’ingresso per la zona industriale. La maggioranza ha bocciato la mozione con valutazioni tecniche superficiali e senza alcun quadro economico, ritenendo che tali richieste non fossero prioritarie e materia di consiglio comunale. Un consiglio comunale “svuotato” della sua funzione. Ci chiediamo a cosa serva dal momento che l’arroganza di quest’amministrazione sta mettendo in seria difficoltà i lavori». —

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