Natale da brividi in via Monte Cisa fra spari e furti a raffica nelle case
In pieno giorno esplosi due colpi poi la fuga in retromarcia Tre abitazioni disabitate prese di mira: c’è un basista?
Tre case derubate in quattro giorni, colpi di pistola in tarda mattinata. Benvenuti nel Far West di via Monte Cisa, lunga strada che sfocia nel parco delle Caprette e a fianco ha il camminamento del lungo Crostolo.
I residenti si sentono nel mirino da quest’estate, quando – complice le ferie – sono state saccheggiate alcune case. Ma ora è diverso, perché la sfrontatezza delinquenziale ha raggiunto livelli da far tremare e lo si percepisce incontrando chi ci vive in via Monte Cisa e che – per paura – non ne vuol sapere di parlare davanti al taccuino. Fanno capire unicamente una cosa: si temono ritorsioni ad esporsi. Anche perché sono state prese di mira tre abitazioni in questi giorni disabitate, quindi c’è il sospetto che “qualcuno” conosce i luoghi e indica gli obiettivi. Un basista in piena regola. Per non parlare dei due colpi di pistola che fanno venire i brividi lungo la schiena e tappano ulteriormente le bocche dei residenti. Con non poca fatica ricostruiamo gli avvenimenti che si sono susseguiti nei giorni natalizi, decisamente poco festosi in quest’angolo della città.
Il raid sarebbe iniziato poco prima di Natale: al civico 40 i ladri hanno la vita facile, perché la famiglia è in quel momento in vacanza e presumibilmente di notte hanno agito dal retro della casa. La recinzione – nel lato posteriore dell’abitazione – è infatti visibilmente piegata, quindi sono entrati da quel punto. Poi l’agire dei malviventi rivela che non è gente improvvisata: aprono una delle tre finestrone, forzano l’inferriata sino a piegarla, potendo penetrare nell’abitazione e fare man bassa.
Poi due assalti in fotocopia, con la stessa caratteristica: le abitazioni sono deserte perché l’anziano proprietario è morto di recente e gli eredi non ne hanno ancora preso possesso. Al civico 36 i ladri dovrebbero aver agito per Santo Stefano e sono entrati forzando sia la porta d’ingresso principale, sia quella più defilata sul retro che porta ad un’altra porzione della struttura. Poi nella notte fra venerdì e ieri altro blitz al civico 33. Se n’è accorto un residente che, transitando per la via, ha notato di mattina la porta d’ingresso stranamente spalancata e sapendo che chi lì ci viveva è defunto si è insospettito e ha dato l’allarme. Sul posto sono arrivati i carabinieri. Non dovrebbe essere stato rubato nulla, come confermano alla Gazzetta i parenti. Forse i ladri sono stati disturbati da qualcosa e hanno perciò desistito. Quindi su questa vicenda indaga l’Arma, mentre sulle altre due case prese di mira sta facendo accertamenti la polizia.
E in un clima già pesante, si è infilato – venerdì – un episodio che qualificare inquietante è un eufemismo.
È circa mezzogiorno e mezzo quando entra in via Monte Cisa una Golf vecchio modello, di colore blu. Come spiegano i testimoni – che chiedono l’anonimato perché ancora non si capacitano per questa storia – nell’abitacolo vi sono due persone. La macchina tira dritto fino al fondo dove la strada si stoppa ed è stato creato il piazzale Volontariato reggiano nel mondo. L’auto si ferma ed esce una persona di mezza età – potrebbe trattarsi di un nordafricano, ma non è certo – che come niente fosse estrae una pistola, si inoltra a destra nel prato fiancheggiato dalla recinzione di una casa. A quel punto si sentono nitidamente due spari. L’uomo rientra velocemente nell’auto che a tutto gas, per di più in retromarcia, fugge via.
Un racconto da brividi che poi verrà fatto alla polizia da chi ha visto e udito gli spari. Un incubo. —
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