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il monito 

«Ricordare il passato genera irritazione Voi continuate a farlo»

R.P.
«Ricordare il passato genera irritazione Voi continuate a farlo»

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reggio emilia. La due giorni dedicata alla memoria degli otto caduti del lontano 28 dicembre 1943, iniziata venerdì mattina al cimitero di Guastalla con l’omaggio a Quarto Camurri, proseguita nel pomeriggio in Piazza Caduti del Macinato di Campegine con la fiaccolata in ricordo dei sette fratelli Cervi e conclusasi ieri in tarda mattinata nella Sala Genoeffa Cocconi di Casa Cervi a Gattatico, ha vissuto il suo momento culmine per emozioni e significato, poche ore prima, quando al Poligono di Tiro in via Avvenire Paterlini, a Reggio Emilia, si è aperta la cerimonia in ricordo dei martiri reggiani fucilati dalle milizie fasciste, ormai 76 anni fa, all’alba del 28 dicembre 1943.

Tra la folla di presenti radunatisi nel luogo dell’eccidio giunti per dedicare ai resistenti reggiani il consueto omaggio e un silenzioso rispetto, anche il giornalista e scrittore Gad Lerner, che dopo la deposizione della corona d’alloro sulla lapide del tiro a segno, ha preso parola.

«Il ricordo dei fratelli Cervi – spiega Lerner – deve essere per noi l’occasione di riapprendere ogni volta un esempio di come il passato di una famiglia si interseca con la grande storia. I Cervi sono un caso raro e straordinario di uomini che con coraggio e consapevolezza hanno deciso da che parte stare, hanno compiuto delle scelte accettando il pericolo, tramutatosi nel terribile destino».

Una riflessione quella del giornalista volta al ricordo, ma che non tralascia uno sguardo al presente: «La nostra commemorazione genera irritazione, ci diranno che siamo nostalgici, allarmisti e anacronistici, ma voi continuate ad essere presenti, a cantare Bella Ciao, a dare fastidio». —

R.P.

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