Scoperta nuova opera di Jacopo da Reggio nella chiesa nuova
Il quadro di epoca barocca era attribuito a un pittore parmigiano del Settecento La firma dell’autore notata durante la pulitura della tela
Durante i lavori preparatori alla “Fiera di San Simone”, nella chiesa nuova di Montecchio è stata fatta un’eccezionale scoperta.
Su indicazione del parroco don Angelo Orlandini si è deciso di esporre di fianco all’altare il quadro che raffigura San Simone apostolo e Santa Caterina d’Alessandria, opera sino a ora attribuita al parmigiano Gaetano Ferrari, come del resto attesta la grande firma nel lato destro del dipinto.
Durante le fasi nelle quali il quadro è stato spolverato e sistemato per essere ammirato dai fedeli che frequentano la chiesa della Beata Vergine del Popolo, come si chiama in realtà la Chiesa Nuova di Piazza Repubblica, al don non è sfuggito un dettaglio che sposta all’indietro la data del quadro di almeno un secolo.
Sulla ruota, simbolo del martirio di Santa Caterina, compare infatti un’altra firma: “Giacomo Baccarini da Reggio fece”.
Don Orlandini si è subito rivolto agli storici di Montecchio, tra cui Franco Boni e Luigi Pecchini, e alla Soprintendenza, per avere ragguagli circa la veridicità della nuova firma.
Non sono ancora arrivati gli atti ufficiali, ma dalle prime risposte pare proprio che la pala ad olio su tela sia di questo pittore reggiano anche conosciuto come Jacopo da Reggio (Reggio Emilia 1605-1682).
Allievo di Orazio Talami, dal quale assunse lo stile barocco, Baccarini era stimato per la sua produzione artistica e molte sue opere sono conservate nella Chiesa di San Filippo Neri a Reggio.
A questo punto, l’opera si posiziona nel XVII secolo e la firma rimanda al committente, tale Alessio Ferrari che diede mandato a un giovane Baccarini di realizzarla.
Probabilmente nato come pala d’altare di un’antica cappella viste le dimensioni contenute, il quadro che raffigura i due santi con gli strumenti del martirio (la sega per Simone e la ruota dentata per Caterina che verrà poi uccisa a fil di spada perché la ruota si spezzò) e un angelo, paiono disegnati da una mano incerta che li fa addirittura sembrare “stretti” nello spazio angusto del quadro.
Legittimo quindi pensare che siano frutto dei primi anni di attività del Baccarini che successivamente si rifarà con realizzazioni di più ampio respiro, come la Trinità celeste e terreste e la Sacra Famiglia esposte nella Chiesa di San Filippo Neri.
Il quadro è stato nuovamente appeso sopra l’ingresso della Chiesa Nuova di Montecchia, riaperta al culto per la messa del sabato sera, ma con una nuova storia da raccontare. —
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