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«A Reggio Emilia si sta bene ma non basta»

Rebecca Poluzzi
«A Reggio Emilia si sta bene ma non basta»

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Attimi di paura per le vie del centro, sabato intorno alle 19, quando in Piazza della Vittoria sotto Isolato San Rocco, un classico sabato pomeriggio si è trasformato in scene da far west. Prima gli scoppi, poi la rissa e il trambusto. Si diffonde il terrore tra passanti e clienti di negozi e bar nei pressi di Denny’s Cofeee, davanti al quale un giovane, in compagnia della propria ragazza, è stato sorpreso alle spalle da una banda di aggressori, che lo hanno picchiato con ogni cosa a loro disposizione: calci, pugni, sedie, bottiglie e bicchieri di vetro. A 24 ore dall’accaduto la pace è stata ristabilita, una volante della polizia pattuglia la zona, ma non tutti si sentono completamente sereni a passeggiare in zona e in altre aree della città. Come il reggiano Silvano Broglia, che racconta: «Situazioni di questo genere sono ormai all’ordine del giorno. Io e mia moglie siamo stati in passato in uno dei bar sotto Isolato San Rocco per un caffè, ma siamo usciti per i volti poco raccomandabili presenti».

Posizione condivisa anche da Maria Chiara Corradini, una giovane reggiana in compagnia del ragazzo Giuseppe Raia. «Ci sono alcuni punti critici in città – sostiene Maria Chiara – dove si dovrebbero incrementare le pattuglie. Io come ragazza non mi sento affatto sicura a girare da sola, tant’è che spesso mi faccio accompagnare dal mio fidanzato».

E Giuseppe aggiunge: «Sicuramente quello accaduto sabato è un fatto grave e l’importante è che non degeneri in abitudine. Risse e furti, purtroppo, sono episodi presenti in ogni località, ma in generale credo che Reggio Emilia sia una città sicura».

La drammatica vicenda, ripresa con gli smartphone dai passanti, ritrae più di una decina di individui nel branco di assalitori e mentre le indagini proseguono, i presenti riportano l’idea della loro origini straniere.

E in merito a questo, interviene un residente del centro storico, Leonida Pascarella: «Intervenire con politiche di integrazione e accoglienza, questa la prima mossa per evitare il ripetersi di tali vicende. Così come incrementare il denaro pubblico da investire nella sicurezza, deve essere la priorità delle istituzioni che mirano a garantire una pacifica convivenza». —



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