Al nido “Peter Pan” si parla anche inglese
SAN MARTINO IN RIO. Il nido “Peter Pan” ha aumentato la sua offerta formativa con un progetto di avvicinamento alla lingua inglese.
A spiegare il progetto la pedagogista del nido Chiara Preti: «Il progetto si chiama Playgroup, per quindici incontri, dallo scorso novembre, è presente un’insegnante di lingua inglese che sta affiancando i bambini e le educatrici nella quotidianità, accompagnando le esperienze ed avvicinando i bambini alla lingua inglese. Il progetto è in collaborazione con la Coopselios».
Il progetto è stato fortemente voluto dall’assessorato alla Scuola da cui il nido dipende ed è arrivato a metà del suo svolgimento. L’assessore alla Scuola, Matteo Panari lo motiva così: «Educare l’orecchio all’ascolto e alla comprensione di una lingua che non appartiene loro e sostenere la loro autonomia espressiva e di comprensione. Quanti suoni nuovi udiranno? Quanti volti sconosciuti vedranno? In quanti modi potranno e dovranno esprimersi? E in autonomia cioè senza dipendere dalla competenza di un altro che non siano loro stessi? Abituiamoli alla diversità e all’essere indipendenti». «Vi ricordo – prosegue Panari – la genesi dalla parola “barbaro”: i Greci chiamavano “barbari” tutti coloro che non parlavano greco dalla cui bocca sentivano provenire un suono che descrivono come un “bar bar”, un suono non simile alla loro lingua. Il passaggio da barbaro come “colui che non parla alla mia lingua” a “straniero” e poi “nemico” è stato molto breve anche nell’antichità. Sono stato ben lontano finora dall’elencare motivi professionali, anche perché, probabilmente oggi, si dovrebbe virare sul cinese. Il punto non è più imparare una professione o acquisire una capacità utile ad una professione per sempre. Non esistono più professioni immutabili, per sempre. Il punto è affinare la loro capacità ad imparare ad imparare». —
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