Ex Kis, il consiglio di Bagnolo esprime preoccupazione
Cadelbosco Sopra, una mozione votata da maggioranza e opposizione, con l’astensione solo di Mara Bertoldi, chiede al sindaco di farsene carico
CADELBOSCO SOPRA. Preoccupazione. È questa il concetto chiave della mozione passata in consiglio comunale a Bagnolo, sul caso dell’ex Kis. . Nella seduta di venerdì scorso, il consiglio comunale con la sola astensione di Mara Bertoldi (ex vicesindaca nella precedente legislatura, oggi all’opposizione con il gruppo Bagnolo Bene Comune), ha approvato una mozione sottoscritta dai capigruppo di “Bagnolo 5 Stelle” Marco Signori, di “SiAmo Bagnolo” William Punghellini (lista sostenuta dal Pd locale) e del gruppo di maggioranza “Bagnolo Viva” del capogruppo Marco Artioli, con la quale si invita il sindaco Gianluca Paoli e la sua giunta «a far propria la preoccupazione dei cittadini sull’impianto per lavorazione di argille e altri materiali da realizzare nella frazione di Zurco nel Comune di Cadelbosco di Sopra, a pochi chilometri da Bagnolo».
È noto che il Comune di Bagnolo non ha competenze amministrative sul progetto, ma l’iniziativa è prettamente politica. «Le emissioni in atmosfera una volta liberate – ha spiegato Signori – non rispettano i limiti del perimetro comunale e l’insediamento progettato in località Zurco di un impianto per la lavorazione di argille e altri materiali destinati alla successiva produzione di ceramiche, verrebbe a trovarsi a pochi chilometri di distanza dal territorio di Bagnolo in Piano, pare evidente che il preventivo approfondito accertamento del relativo potenziale rischio risulti necessario e opportuno anche a tutela della salute dei cittadini bagnolesi nonché del territorio e dell’ambiente in ambito comunale». «Il sindaco – va avanti – è in ogni Comune il primo responsabile della salute dei cittadini, cui dunque compete l’obbligo non solo etico ma anche giuridico di tutelarla. Il consiglio comunale ben può coadiuvare il sindaco nello svolgimento di tale compito mediante l'adozione di atti di orientamento, d’indirizzo e d’impegno. Tutti i sindaci indistintamente dovrebbero assolverlo nell’esclusivo interesse della comunità amministrata senza interessi particolari, direttive di partito, logiche di bottega e convenienze di cordata. Ci auguriamo che anche il primo cittadino del limitrofo Comune di Cadelbosco di Sopra intervenga in nome del principio di precauzione – evidenza Signori – che vuole, qualora da progetti di nuovi insediamenti produttivi si prospettino rischi anche solo potenziali a carico dell’ambiente del territorio e della salute». —
M.P.
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