Il 3 gennaio il ricordo dei martiri di Fellegara
SCANDIANO. Il ricordo di quattro ragazzi uccisi per le loro idee antifasciste. Comincerà così, con la commemorazione di venerdì 3 gennaio a Fellegara, proposta dell’edizione 2020 di Scandiano Resiste, il ciclo di iniziative sul territorio, dedicate alla Resistenza. L’appuntamento è alle 11 al cippo commemorativo di via Ca’ Mercati, a lato del ponte sul Tresinaro, che ricorda i quattro abitanti di Fellegara, Roberto Colli ,“Riva”, di 23 anni; Nemo Gambarelli, “Italo”, di 20; Mario Montanari, “Nero”, di 25 e Renato Nironi, “Ida”, di 22 , fucilati dai fascisti il 3 gennaio 1945. La cerimonia prevede gli interventi dei rappresentanti del Comune, di Anpi e la presenza di alcuni parenti delle vittime.
Quel giorno di 75 anni fa, Colli, Gambarelli, Montanari e Nironi vennero giustiziati dai fascisti di una brigata nera che li avevano catturati durante un rastrellamento nato da una delazione. Erano stati fermati altri quindici giovani, renitenti alla leva, che vennero rilasciati intimando loro di presentarsi il giorno dopo al distretto militare. Per i quattro ragazzi, invece, un destino ben peggiore. Botte e torture a Fellegara, e il trasferimento a Scandiano, dove sarebbero stati impiccati in piazza Spallanzani. Durante il viaggio i Repubblichini vennero intercettati da un gruppo di partigiani garibaldini, che stavano cercando di raggiungere la via Emilia per un’azione di sabotaggio. Iniziò uno scontro, che portò alla morte di un fascista e a due feriti. Il tenente Emilio Carlotto, a capo della brigata nera, ordinò ai suoi soldati di fucilare sul posto i quattro prigionieri. Una decisione che, in seguito, venne contestata anche dal comando tedesco reggiano come gesto ingiustificato. Per i mesi seguenti, sino al termine della guerra, vi fu chi ricordò i quattro, portando fiori freschi sul luogo dell’eccidio. —
Adr.Ar.
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