Offre sesso a un invalido e poi lo rapina
Reggio Emilia, arrestata dai carabinieri una reggiana di 45 anni che sferra un calcio e poi sfila il portafogli al 58enne preso di mira
REGGIO EMILIA. Da circa una settimana, tornando la sera a casa, veniva avvicinato da una donna che gli offriva sesso a pagamento. Proposte hard – venti euro in cambio di sesso orale – che un invalido di Reggio Emilia di 58 anni ha sempre respinto fino a sabato sera, quando all’ennesimo diniego è stato aggredito e brutalmente rapinato. La donna – successivamente identificata dai carabinieri nella 45enne disoccupata reggiana Linda Incerti Formentini, gli ha sferrato un calcio alle gambe e lo ha spinto a terra.
Poi ha aperto il marsupio dell’invalido impossessandosi del portafogli con i documenti personali e una sessantina di euro.È successo in via Papa Giovanni XXIII. L’allarme ai carabinieri lo hanno lanciato alcuni passanti che, allarmati dalle urla della vittima, sono intervenuti bloccando la donna e chiamando il 112. Il 58enne, ricorso alle cure mediche, ha riportato contusioni guaribili in cinque giorni. La 45enne, che ha anche cercato di disfarsi del portafoglio rubato, è stata arrestata per rapina e lesioni.
Una ricostruzione degli inquirenti che l’arrestata – difesa dall’avvocato Helmut Bartolini – ha solo in parte confermato rispondendo ieri mattina in tribunale alle domande del giudice Silvia Guareschi. Secondo la 45enne (apparsa molto inquieta in aula) era l’uomo ad agganciarla e lei, senza un lavoro ed avendo bisogno di soldi per campare, sabato sera avrebbe accettato l’offerta di sesso a pagamento, giungendo fino all’abitazione dell’invalido che poi, una volta giunto sino a casa propria, avrebbe cambiato idea.
La donna ha confermato di essersi impossessata del portafogli, ma descrivendo il tutto più come un furto con destrezza, dicendo di aver approfittato di una distrazione del 58enne. Sempre in udienza è poi emerso il problema che attanaglia da tempo la reggiana, cioè la tossicodipendenza. Ed è proprio in quest’ottica che il difensore ha chiesto una misura cautelare che possa permettere alla sua assistita di curarsi e disintossicarsi adeguatamente in un centro già identificato a Modena. Di diverso avviso il pm Marco Marano che ha chiesto l’obbligo di dimora a Reggio Emilia.
Dalla camera di consiglio il giudice Guareschi è uscito con una decisione mirata all’obiettivo terapeutico: disposto infatti l’obbligo di dimora a Modena, quindi con la possibilità di entrare nella struttura che aiuti Incerti Formentini ad uscire dal tunnel della droga in cui si è cacciata da anni e che la spinge verso attività illecite. Convalidato l’arresto, confermando le accuse di rapina e lesioni. Il 12 marzo si terrà il processo.
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