Sputi, minacce, botte ai carabinieri: arrestato
Nei guai un operaio 45enne ubriacatosi in un bar e poi scatenatosi pure con i militari. In tribunale chiede scusa a tutti
CASTELLARANO. Sabato sera ad alta tensione in un bar di Castellarano, a causa di un cliente ubriaco che ha cominciato ad andare in escandescenze urlando, sputando e minacciando gli avventori.
In una situazione simile l’unica “salvezza” è chiamare i carabinieri, da qui la telefonata al 112.
Ma con l’arrivo dei militari – una pattuglia della stazione di Baiso, poco dopo le 22.30 – le cose addirittura si complicano, perché il cliente che ha alzato il gomito se la prende pure con i carabinieri: sputi, minacce di morte per poi passare alle vie di fatto, cioè cercando di colpirli per fare del male.
Non riesce a centrare con una testata un militare – rapido nello schivare l’aggressione – ma ce la fa invece a colpire con uno schiaffo un altro carabiniere.
È talmente scatenato che solo con la forza viene bloccato quest’uomo, con l’obiettivo ovviamente di portarlo poi in caserma a Castelnovo Monti.
Ma non è finita qui, perché anche dentro gli uffici continua lo “show” a base sempre di sputi e minacce di morte. Ci vorrà del tempo per metterlo calmo e, alla luce dei fatti, scatta l’arresto dell’operaio 45enne Gianluca Maioli che finisce nella cella di sicurezza della caserma.
L’imputazione – le indagini sono coordinate dal pm Marco Marano – non può che essere resistenza, violenza e lesioni a pubblico ufficiale (uno dei carabinieri intervenuti è stato medicato in ospedale e dimesso con una prognosi di cinque giorni).
Smaltita la sbornia, Maioli rinsavisce e si scusa subito con i militari.
Domenica la decisione di liberarlo (dormirà a casa sua) in attesa del processo tenutosi poche ore dopo, cioè ieri mattina in tribunale a Reggio Emilia.
Il 45enne – davanti al giudice Silvia Guareschi – chiede nuovamente scusa a tutti, anche se non si ricorda nulla di quanto combinato perché a monte – sabato sera – c’è stato l’uso smodato di alcolici che lascia l’operaio in uno stato confusionale.
La Procura chiede per l’indagato due misure restrittive: l’obbligo di firma e l’obbligo di dimora a Castellarano. L’avvocato difensore Andrea Mazzacani ritiene, invece, proporzionale a quanto accaduto solo l’obbligo di dimora, anche perché Maioli è incensurato ed ha avuto un comportamento processuale collaborativo.
Tesi difensiva che convince il giudice Guareschi. Si tornerà in aula il 23 gennaio. —
T.S.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google