Gazzetta di Reggio

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Tutti al lavoro per potere unire le complessità

luca vecchi

Messaggio del sindaco ai lettori della Gazzetta Ingrediente principale: relazioni fra le persone 

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gli auguri

luca vecchi

Gentile Direttore, cara Redazione, per il 2020 vorrei fare gli auguri a tutti i cittadini di Reggio Emilia, perché possa essere per ognuno un anno sereno e felice.

L’auspicio di incontrare serenità e felicità è riduttivo perché non fa realisticamente i conti con le fatiche e le sofferenze che talvolta si presentano, con la difficoltà quotidiana nel trovare un equilibrio tra gioie e dolori, tra successo e sconfitte, tra fiducia e paure. Vale per la persona, per una famiglia, per una qualsiasi organizzazione, e vale certamente anche per una città.

Un pensiero è per i bambini delle nostre scuole, i loro insegnanti, perché nella qualità dei tanti percorsi educativi vi è un contributo fondamentale alla crescita di una comunità e del suo livello di civiltà.

Non dimentichiamo le persone più fragili, il lavoro delle tante strutture che ogni giorno animano la “comunità della cura”. Potremmo pensare che ciò che accade nei nostri ospedali sia quanto di più scontato. Non è così.

Anche qui, la qualità della nostra sanità è frutto di scelte, figlie del lavoro, della professionalità e dell’umanità di tanti professionisti che rendono possibile garantire a tutti, ricchi e poveri, magari nella stessa stanza, la stessa attenzione, le stesse prestazioni.

Il 2019 è stato un anno importante per la città, ricco di eventi e risultati, ma è stato anche l’anno delle elezioni, di un ampio confronto pubblico tra programmi, progetti, candidati, un anno in cui la città ha scelto, ha orientato un indirizzo sul suo futuro ancorandolo fermamente ad un sistema di valori che l’ha storicamente contraddistinta.

Per una volta non voglio parlare di problemi o azioni di tutti i giorni, ma piuttosto di alcuni valori fondamentali.

Lo spirito di collaborazione tra le istituzioni, tra il pubblico e il privato, tra i cittadini. Perché una “città collaborativa” costruisce reti sociali, relazioni tra le persone, individua soluzioni ai problemi, ma soprattutto fa scorrere dentro a questi tanti fili il valore fondamentale di una comunità: la fiducia.

La ricerca dell’accordo anziché della divisione e dello scontro, anche quando questo implica la “mediazione” non è una scorciatoia al ribasso di fronte alla responsabilità, ma piuttosto la legittimazione della diversità, del pluralismo dei saperi e delle culture e la volontà di adoperarsi per “unire le complessità“. La qualità di un confronto su ogni cosa facendo leva sul livello di civiltà che da sempre ci contraddistingue. Quel senso di cordialità e gentilezza, che non fa rima con debolezza, ma che rappresenta qualcosa di “altro” rispetto a ciò che ogni giorno fa chi incita all’odio, nel linguaggio e nei comportamenti.

E soprattutto “le relazioni tra le persone”, anche nella loro quotidianità, sono l’ingrediente fondamentale di una società che non si rassegna alle incertezze e alle paure e trova invece coraggio e fiducia nel “fare insieme”.

L’etica del lavoro ha consentito ad una straordinaria “comunità operosa“ di affrontare gli anni della crisi, di superare situazioni senza mai piegarsi e spezzarsi, senza mai fermarsi. Come ha recentemente evidenziato il Censis, l’Emilia-Romagna è considerata oggi l’area italiana a maggiore attrattività economica e qualità occupazionale.

Reggio sta vivendo una fase di rapida e accelerata trasformazione del proprio modello di sviluppo. L’aumento dei treni alla Stazione Mediopadana, il Parco Innovazione, l’inaugurazione dei Chiostri di San Pietro, il successo del Core e l’imminente avvio dei lavori del Mire, il via a settembre della più grande Arena della musica d’Europa, unitamente alla crescita della “Città universitaria”, gli investimenti in campo culturale, il lavoro di rigenerazione urbana nei quartieri, nei palazzi e nelle piazze del centro storico, sono solo alcune delle realizzazioni recenti e prossime che collocano l’esperienza reggiana pienamente immersa nella contemporaneità, in costante tensione tra innovazione, cambiamento e solidità valoriale. Molto altro faremo, nei prossimi mesi, ma ci sarà tempo per parlarne.

Reggio e i reggiani hanno sempre orientato il proprio protagonismo verso più alti livelli di civiltà, non sono un popolo che ha bisogno di essere liberato, perché ha sempre cercato in autonomia i propri percorsi di emancipazione.

Quei valori e quelle realizzazioni sono figli delle nostre radici, della nostra terra, della nostra comunità e sono il carburante necessario per un grande progetto che non guardi solo al 2020 ma al 2030, al domani dei nostri figli e nipoti, perché possano continuare a vivere in una città in cui educazione e sostenibilità siano il perno di una “ecologia integrale” foriera del migliore sviluppo economico, sociale e culturale.

Buon anno a tutti. —





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