Ex Kis, Oracolo convocato in caserma per i suoi post
CADELBOSCO SOPRA. Il sindaco Luigi Bellaria minaccia querele nei confronti di chi sui social offende la giunta comunale, nel sempre più acceso dibattito sull’ex Kis. Intanto, però, i carabinieri di Cadelbosco Sopra hanno convocato in caserma, per la seconda volta, Paolo Brunazzi detto “L’Oracolo di Delfi”. L’ex consigliere comunale di opposizione, che su Facebook è molto attivo, si difende: «Nessuna offesa: solo satira, satira, satira». Anche il post di un’altra cittadina sarebbe al vaglio. Quello con l’immagine del film “Shining” con Jack Nicholson che impugna l’accetta sulla scritta in alto “I propositi per il nuovo anno?” e in basso la frase “Accettare le persone”. . Tira in ballo l’articolo 21 della Costituzione Marino Zani, capogruppo di “Cadelbosco per tutti”, lista di opposizione. «Non è la prima volta che di fronte alla richiesta di ascolto e dialogo espresso da larga parte del paese, l’amministrazione minimizza e invita ad abbassare i toni, mentre il segretario del Pd di Cadelbosco continua ad offendere e a dare degl’ignoranti a tutti quelli che si permettono di dissentire. Molti cittadini di Cadelbosco stanno civilmente ed educatamente esprimendo il loro dissenso, tramite social, esponendo bandiere, facendo flash mob davanti al Comune, firmando petizioni, la scelta di non ascoltare tutte queste proteste chiaramente provoca reazioni indignate tra la cittadinanza – commenta – Indignazione che per fortuna in Italia non costituisce reato. Ci giungono segnalazioni da parte di cittadini di richiami effettuati dalle forze dell’ordine, con inviti a presentarsi in caserma, richiami non ufficiali, sembra incentivati della nostra amministrazione, per rispondere su quanto scritto sui social».
«In altri tempi, in altri posti – scrive Zani – staremmo domandandoci se non si sia al limite di un maldestro tentativo di intimidazione, ma non vogliamo crederci. Ci permettiamo di darvi un consiglio, per calmare i cittadini e riportare armonia in paese, non servono richiami dai carabinieri o denunce in questura, basta ascoltare la gente, fare un doppio passo indietro e recedere dagli accordi presi per la fabbrica delle polveri che i cittadini non vogliono». E poi conclude: «Comunque un merito ve lo vogliamo riconoscere: siete riusciti ad unire il paese. Contro!». —
M.P.
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