Infermiera muore a 39 anni di malattia Lascia due figlie una di soli 9 mesi
Oggi il funerale a Marmirolo, dove abitano i genitori Gianna Ferrari si è aggravata mentre era a Taranto
BAGNOLO. Una donna forte e gentile, una mamma dolce e generosa. È morta lunedì all’ospedale di Taranto, Gianna Ferrari, infermiera di 39 anni. Era originaria di Marmirolo di Reggio Emilia, ma da anni abitava a Bagnolo con il marito, anch’egli infermiere, e con le due figlie: Letizia di 7 anni e Benedetta di soli 9 mesi.. A stroncarla, una malattia emersa negli ultimi tempi e avanzata rapidamente. A metà dicembre Gianna Ferrari era andata a Taranto, città natale del marito, per trascorrere le vacanze natalizie con i parenti. Là è arrivato il peggioramento definitivo, che ha portato al ricovero nel reparto di rianimazione dell’ospedale tarantino, sino al decesso del 30 dicembre.
Gianna Ferrari lavorava nel reparto di Cardiologia vascolare del Santa Maria Nuova a Reggio, dove era impiegata da tempo e aveva operato in diverse sezioni. Era nata e cresciuta a Marmirolo, in una famiglia numerosa e molto conosciuta in zona, che negli ultimi anni ha purtroppo perso diversi componenti ancora giovani, proprio come Gianna.
Oltre al marito e alle figlie, lascia il padre Pierino e la madre Maria Grazia, il fratello Francesco, i suoceri, i cognati, i cugini e i nipotini.
Il funerale si terrà questa mattina. Il feretro è partito nella giornata di ieri dall’ospedale di Taranto, così da essere alle 9 alla chiesa parrocchiale di Marmirolo. Lì verrà celebrata la funzione religiosa, prima di proseguire per il vicino cimitero della frazione, dove Gianna verrà seppellita.
Alcuni dei parenti hanno pensato ad alcuni pensieri da leggere nel corso della cerimonia, come ultimo omaggio a Gianna. Fra loro, il cugino Bruno Brenno Ferrari. La notizia della morte, nonostante i giorni di festa in cui molte persone sono sparpagliate in giro, ha fatto rapidamente il giro fra conoscenti e amici, soprattutto a Marmirolo. E arrivano i primi ricordi: «Dopo le tante difficoltà riscontrate fin da quando era piccola, ma superate con tanta forza e coraggio, ora aveva costruito la sua bella famiglia. Era una ragazza sempre disponibile con tutti, che metteva gli altri prima di se stessa e sempre sorridente e solare», scrivono i conoscenti. E i colleghi dell’ospedale reggiano aggiungono: «Quel che abbiamo sempre apprezzato di te e che rimarrà dentro di noi è il tuo sorriso. Quel sorriso che illuminava le stanze dei malati, che per te erano sempre al primo posto». —
Adriano Arati
© RIPRODUZIONE RISERVATA.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
