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CASALGRANDE 

Malore improvviso stronca Abele Costi di Salvaterra detto “il sindaco”

Adr.Ar.
Malore improvviso stronca Abele Costi di Salvaterra detto “il sindaco”

Aveva 73 anni ed era una delle colonne della Pro loco sempre in prima linea per le iniziative del suo paese

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CASALGRANDE. Salvaterra dice addio al suo “sindaco”. Il 31 dicembre è morto per una crisi improvvisa il 73enne Abele Costi, storico volontario e animatore delle attività della principale frazione casalgrandese. Era stato fra i protagonisti delle iniziative storico-gastronomiche legate alla storia della mortadella, che secondo antichi documenti del 1500 sarebbe stata codificata proprio nella zona di Salvaterra e poi “esportata” nel Bolognese. . Costi è stato stroncato nelle prime ore di martedì da una complicazione che nemmeno il rapido intervento dei sanitari ed il ricovero all’ospedale Magati di Scandiano hanno potuto arginare. Lascia il figlio Cristian ed altri parenti, tutti residenti in zona.

Il funerale si terrà questa mattina. Il corteo funebre partirà dalla camera ardente dell’ospedale scandianese e alle 10 raggiungerà la chiesa parrocchiale di Salvaterra per la funzione religiosa e per la successiva sepoltura. La sua morte ha segnato profondamente il paese, dove Abele era chiamato appunto “il sindaco” per l’energia, la passione e l’attenzione che metteva nelle questioni collettive, sempre pronto a dare una mano con generosità e disponibilità. A Salvaterra era cresciuto e aveva sempre abitato, costruendo lì la propria famiglia, e sempre lì – da decenni – era impegnato nell’associazionismo, nella Pro loco e non solo. Era una presenza fissa alle feste e agli eventi pubblici in cui serviva qualcuno che desse una mano ad organizzare, a preparare il cibo, a sbrigare lavoretti assortiti. Oltre che a proporre idee. Era stato proprio Costi una delle anime della progettualità che, a metà del decennio, ha portato alla valorizzazione del ruolo storico di Salvaterra per la mortadella. Uno dei salumi più conosciuti al mondo, universalmente identificato come bolognese, che però avrebbe radici proprio nel paese reggiano. Una ricerca presentata per la prima volta all’Expo 2015 di Milano spiega come la mortadella e le indicazioni per la sua produzione vengono citate, per la prima volta, in un atto pubblico redatto proprio a Salvaterra nel 1556. La base è un inventario dei beni del reverendo don Gian Maria de Paninis, già cappellano della chiesa del San Salvatore di Salvaterra. Da lì, nel 2016, si parti per realizzare una grande festa dedicata al 460° anniversario del documento, pensata anche per raccogliere fondi per le scuole locali. Un percorso che vide Abele Costi fra gli attori principali, assieme all’allora vicesindaco Marco Cassinadri, che oggi ricorda l’amico. —

Adr.Ar.

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