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Reggio Emilia, azienda di Parmigiano Reggiano batte la Regione al Tar

Reggio Emilia, azienda di Parmigiano Reggiano batte la Regione al Tar

I giudici accolgono il ricorso della Vinsani e Dolci per un contributo negato su investimenti

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REGGIO EMILIA. La Regione nega i contributi economici, l'azienda agricola la trascina in tribunale e vince. E' successo a Reggio Emilia dove la società "Dolci e Vinsani", attiva dall'aprile 2012 nell'allevamento di vacche da latte e inserita nella filiera del Parmigiano-Reggiano, ha visto il 19 dicembre scorso le sue ragioni riconosciute dal Tar a Bologna.

Era successo che ad ottobre del 2017 l'azienda agricola reggiana aveva, nell'ambito di un avviso pubblico emanato dalla Regione, chiesto un contributo economico per un piano di investimenti, con la realizzazione di una nuova stalla, l'acquisto di quattro robot per la mungitura, di un sistema di abbeverata con sistema di controllo della temperatura dell'acqua mediante riscaldatore, la realizzazione di una vasca circolare per stoccaggio liquami e l'acquisto di attrezzature varie per sistemi di stoccaggio reflui. Il tutto per totale di 1,2 milioni più Iva.

Ma il 9 maggio del 2018 la Regione giudicò la domanda «non ammissibile», eccependo che la durata della società richiedente risultava, dall'atto costitutivo, fissata al 31 dicembre 2022. Un periodo cioè «non sufficiente a garantire il rispetto del vincolo di conduzione dell'attività di cinque anni dall'atto di liquidazione del sostegno richiesto». Al che la "Dolci e Vinsani" ha impugnato il provvedimento davanti alla giustizia amministrativa, producendo tra gli altri atti anche quello in cui certificava l'intenzione di proseguire l'attività fino al 31 dicembre del 2040 e contestando nel provvedimento della Regione una sfilza di elementi: «Eccesso di potere per travisamento dei fatti, difetto d'istruttoria, errore nei presupposti, illogicità, irragionevolezza ed ingiustizia manifesta».

Il Tar, sempre nel 2018, ha respinto la richiesta di sospensione cautelare dei provvedimenti regionali, decisione poi riformata dal Consiglio di stato. Alla luce del nuovo verdetto, i giudici bolognesi, a cui la questione è stata risottoposta, hanno accolto il ricorso dell'azienda «con conseguente annullamento degli atti impugnati, nei limiti dell'interesse fatto valere in giudizio». Le spese di lite, si legge nella sentenza, «possono essere compensate in ragione della novità della questione trattata e del diverso esito della fase cautelare e di merito».

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