«Ciao amici, ritroviamoci possibilmente in Paradiso»
Montecchio, l’imprenditore Franco Giuseppe Manghi, patron della Fasma, è morto giovedì 2 gennaio. Prima ha scritto di pugno il suo necrologio: «Grazie tutti». Sabato 4 gennaio i funerali
MONTECCHIO. L’intera comunità di Montecchio è in lutto per la scomparsa dell’imprenditore Francesco Giuseppe Manghi, morto la mattina di giovedì 2 gennaio dopo una malattia che non gli ha lasciato scampo. . Persona molto nota nella città capodistretto della Val d’Enza per aver sempre abitato in quella casa di via Zanichelli dove si è spento ma, soprattutto, per essere titolare della Fasma, azienda montecchiese che dal 1967 è sinonimo di spogliatoio metallico ed arredi tecnici per l’industria.
Ma non solo. La vita di Beppe o Peppo, come veniva chiamato a Montecchio, si è sviluppata attorno al marchio della Dieci, azienda che produce sollevatori telescopici agricoli, mezzi edili e macchine pensate specificatamente per le condizioni d'impiego europee, nell'ambito industriale e della quale era contitolare, così come della Zecchetti, azienda che aveva venduto agli inglesi della Ems Group, poche settimane fa.Personaggio unico, con uno stile british che lo rendeva inconfondibile e ammirato, Manghi ha speso la sua vita tra due grandi passioni: il lavoro e la raccolta di materiali che gli ricordassero il suo passato. Proprio dieci anni fa, Manghi, aveva realizzato il sogno della vita, fondando il museo nella sua residenza privata, dedicato all’arte contadina e alla scuola, corredato di centinaia di cimeli delle famiglie Villa (cognome della madre dell’imprenditore morto) e Manghi.
Cinquecento metri quadri sotterranei di esposizione, della quale andava fiero e che aveva realizzato per i nipoti, Caterina, Leonardo, Maddalena, Gregorio e Adelaide. E in quel museo è stata composta la salma dalle onoranze funebri Vighi dove questa sera alle 20 verrà recitato il rosario. Benefattore e imprenditore si fondevano nella persona di Manghi, che prima di essere imprenditore, aveva fatto il maestro per una quindicina d’anni, ruolo al quale teneva moltissimo.
Manghi ha saputo farsi benvolere dai dipendenti come dai concittadini, al punto da preparare personalmente un inusuale epitaffio con il quale “saluta” amici e conoscenti: «Io, Francesco Giuseppe Manghi, Beppe o Peppo, annuncio la mia dipartita e invito tutti ad unirsi ai conoscenti, agli amici e ai parenti, alla mia cerimonia funebre che si terrà domani (sabato 4 gennaio) alle 10 partendo, in corteo, dal museo di famiglia in via Zanichelli, 1, per il santuario della Beata Vergine dell’Olmo, dove verrà celebrata la messa. Proseguiremo poi per il cimitero locale. Ringrazio anticipatamente quanti vorranno rendermi visita e ricordarmi, nella speranza, un giorno, di ritrovarci assieme, possibilmente in Paradiso». Manghi lascia la moglie, Savina Vettori e i figli Ennio e Marcella.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
