Gazzetta di Reggio

Reggio

camera di commercio 

Le start up arrivano a quota 90 ma poche sfondano per valore

Le start up arrivano a quota 90 ma poche sfondano per valore

Sono 21 le nuove iscrizioni al 30 dicembre 2019 nell’apposito Registro Imprese Il 60% nel comparto dei servizi, il 63% non supera 10mila euro di capitale sociale

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Reggio Emilia diventa sempre più terreno fertile per le start up. Ma poche sfondano per fatturato. Sono infatti 21 le nuove startup che nel 2019 si sono iscritte nella sezione speciale del Registro Imprese della Camera di Commercio di Reggio: al 30 dicembre dell’anno appena trascorso hanno così raggiunto le 90 unità.

LE TIPOLOGIE

Secondo gli ultimi dati resi disponibili da Infocamere e analizzati dall’Ufficio Studi dell’ente camerale la maggior parte di tali imprese operano nel terziario, infatti 6 startup innovative su 10 – ovvero 56 imprese – svolgono attività nell’ambito dei servizi rivolti sia alle imprese (53 aziende) che alle persone (3). Un terzo delle startup presenti sul territorio provinciale (32 imprese), poi, opera in campo manifatturiero e 2 nel commercio.

SETTORI

Relativamente ai settori economici, prevalgono le startup impegnate nella produzione di software e nella consulenza informatica per le aziende, ambito nel quale sono presenti 21 imprese innovative reggiane; seguono poi quelle di supporto tecnico specializzato (13), di Ricerca e Sviluppo (10) e, infine, le attività dei servizi d’informazione (7). Delle 32 startup che operano nell’industria in senso stretto, la quota più rilevante – pari al 43,7% del manifatturiero in complesso – è rappresentata dalle aziende metalmeccaniche (14 imprese); una quota pari al 15,6% del totale è costituita da quelle attive nella fabbricazione di computer, di prodotti elettronici e di apparecchiature elettriche, il 12,5% opera nella trasformazione alimentare, mentre il 9% svolge attività di fabbricazione di prodotti chimici e farmaceutici.

FORME GIURIDICHE

La forma giuridica prevalente è quella della società a responsabilità limitata. Oltre il 94% delle startup innovative reggiane, infatti, è costituito in questa forma; un ulteriore 3,3% ha scelto la forma giuridica della srl semplificata e il restante 2,2% la forma della società cooperativa. Il dato relativo alla forma giuridica è certamente influenzato dalla possibilità, utilizzabile esclusivamente nella forma societaria di S.r.l., di stipulare il contratto sociale presso l’Ente camerale, in forma totalmente telematico - digitale.

VALORE E DIMENSIONE

Dall’analisi del valore della produzione emerge la dimensione ridotta delle startup reggiane. Nessuna delle imprese delle quali è disponibile il bilancio supera i 2 milioni, sei aziende su dieci hanno un fatturato che non oltrepassa i 100mila euro e per un ulteriore 24% il valore della produzione si colloca fra i 100mila e i 500mila euro; per il restante 16% il valore della produzione è compreso fra i 500mila e 2 milioni. Altro indicatore che sottolinea l’ancora limitata dimensione è il valore di capitale sociale: per 56 startup (63,6% del totale) non supera i 10mila euro e il 29,5% ha un investimento iniziale compreso fra i 10 e i 50mila euro. Solo 6 imprese hanno un capitale sociale compreso fra i 50mila e i 250 mila euro. Delle 90 startup della provincia, inoltre, solo 12 sono ad alto valore tecnologico in ambito energetico, ovvero sviluppano e commercializzano prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico in ambito energetico. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google