Nomine dei dirigenti Il M5s torna all’attacco
Soragni, consigliera comunale e candidata alle Regionali «So già i tre nomi che saranno scelti dall’amministrazione»
L’anno nuovo si apre per il Comune con la ripresa delle accuse per la discrezionalità con la quale l’amministrazione nominerebbe i propri dirigenti. A tornare sull’argomento, dopo le due inchieste dello scorso anno per presunte violazioni sulle norme per gli incarichi professionali, è la consigliera comunale M5s e candidata alle Regionali, Paola Soragni, per la quale «il Comune sulle nomine dei dirigenti va avanti sulla propria strada, nonostante i rilievi del Ministero delle Finanze».
Paola Soragni dopo aver letto la relazione degli ispettori ministeriali a seguito del controllo effettuato nel marzo 2017, ha preannunciato ieri su questo argomento un’interpellanza in Sala Tricolore e un esposto sia alla Corte dei Conti sia all’Anac (Autorità nazionale Anticorruzione), per far luce sulle ultime procedure seguite. E lo ha fatto sottolineando che «il rischio è che siano riconfermati nel loro incarico anche dei dirigenti che sono indagati».
Una previsione su cui ha scommesso chiudendo in una busta un foglio con tre nomi di quelli che, a suo dire, «saranno futuri dirigenti in base alla Determina di Giunta del 29 novembre scorso». Che poi si tratti di una scommessa o di una provocazione politica lo si saprà al momento della nomina ufficiale dei nuovi 12 coordinatori di area del Comune, di cui 6 sulla base di un concorso pubblico e altrettanti in base a una selezione comparativa.
Procedura quest’ultima, sostiene Soragni «che diventa una selezione solo sulla base di un colloquio attitudinale». Un metodo che per la consigliera M5s lascia spazio alla discrezionalità «e a quella contiguità tra politica e amministrazione che le norme sulla nomina dei dirigenti vogliono eliminare e che invece a Reggio vede dirigenti nominati con incarico temporaneo che sono allo stesso posto da 20 anni». La consigliera sottolinea come le norme prevedano che l’incarico dirigenziale temporaneo abbia una durata minima di 3 anni e un massimo di cinque, ovvero la stessa durata del mandato del sindaco. Soragni non fa alcun nome, ma si limita a segnalare sulla base della relazione degli ispettori del Mef, che «fino al 2014 nel Comune di Reggio il conferimento degli incarichi dirigenziali è avvenuto in maniera diretta, contravvenendo alle norme in vigore in quegli anni», per poi aggiungere che «solo dal 2014 sono state effettuate selezioni dei dirigenti ma anche in questo caso in maniera impropria, perché non sono avvenute per concorso pubblico ma in via selettiva-comparativa». E ancora: «Un percorso che la giurisprudenza considera un’eccezione rispetto al concorso pubblico e utilizzabile sono in caso di peculiari e straordinarie esigenze di interesse pubblico». Che poi a Reggio si tratti della nomina di coordinatori d’area e non di dirigenti, per Paola Soragni nella sostanza poco cambia. Anzi il Comune è andato oltre, sostiene la consigliera M5s: «Tra i requisiti richiesti ha inserito anche quello di avere avuto almeno per tre anni la dirigenza nello stesso settore con il risultato che i partecipanti sono stati pochi e in alcuni casi uno solo. Il risultato finale conclude è che con questo sistema la reiterazione degli incarichi dirigenziali a tempo determinato assegnato sempre agli stessi soggetti non sempre garantisce quella separazione tra attività politica e quella amministrativa che è il principio cardine nella pubblica amministrazione». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
