«Il Comune aumenta le tasse ma per la fascia più debole»
Critiche dell’opposizione: «Più 44% Irpef per i redditi fra i 10 e i 15mila euro Più 7% fra 15 e 28mila, più 4% fra 28 e 55mila. È una scelta scriteriata»
CARPINETI. Irperf aumentata per i redditi più bassi e pochissime risorse per commercio, agricoltura, giovani, turismo, biblioteca. Non fa sconti, la minoranza consiliare carpinetana Futuro Comune, nel commentare il bilancio previsionale 2020 di Carpineti, approvato a maggioranza a fine dicembre.
«L’aumento maggiore è per i redditi fra i 10.000 e i 15.000 euro, dove la tassazione cresce del 44%. La crescita è del 7% fra i 15.000 e i 28.000 e del 4% fra i 28.000 e i 55.000. Più cresce il reddito, più basso è l’aumento», fa notare l’opposizione. «In un momento di difficoltà come quello in cui viviamo da anni, aumentare la tassazione ci sembra una scelta davvero scriteriata. A maggior ragione se si scarica il peso maggiore dell’aumento sulla fascia più debole, quella che fatica ad arrivare a fine mese, in larga parte composta da pensionati e lavoratori a basso reddito, per cui anche pochi euro di aumento significano difficoltà enormi a far quadrare i conti», è la critica. Unita alle perplessità sulle ripartizioni: «Ci sembra incomprensibile che l’aumento cali con il crescere del reddito. Più uno guadagna e più dovrebbe contribuire; l’amministrazione Borghi, invece, procede esattamente in direzione contraria». Per Futuro Comune, sarebbe stato meglio concentrarsi sul recupero delle tasse dovute ancora non saldate: «Il Comune di Carpineti deve ancora incassare più di un milione di euro di tasse, imposte, tariffe e contributi degli anni passati. È doveroso far pagare chi deve, con rigore e rapidità, invece di mettere le mani in tasca ai soliti noti. La giustizia sociale e l’equità non sono un dettaglio». Una cifra non da poco, che genera timori: «Abbiamo segnalato all’amministrazione la nostra grande preoccupazione per la difficoltà evidente a incassare le entrate e verificheremo, quando nei prossimi mesi arriverà il consuntivo, se la situazione sarà almeno in parte migliorata».
Altro tema pesante è la ripartizione delle risorse disponibili, concentrate in maniera massiccia in lavori pubblici. Si tratta di «un settore fondamentale per il nostro territorio», riconosce l’opposizione, ma che «non può occupare in questo modo quasi tutte le risorse disponibili, soprattutto quando un sacrificio insignificante sul suo settore potrebbe portare grande beneficio agli altri». Nel bilancio, si attacca, non vi è «nemmeno un euro per il commercio, così in difficoltà, zero per l’agricoltura, zero per le politiche giovanili, poco più di zero per il turismo (13.000 in tutto, 10.000 di tagli sui contributi), 499,71 gli spiccioli che sono rimasti per l’acquisto di libri per la biblioteca, già dissanguata negli anni passati». Per questo, è l’annuncio, «metteremo nero su bianco alcune proposte per gli altri settori così sacrificati, partendo dalle agevolazioni fiscali sul commercio e l’agricoltura che abbiamo già preannunciato in consiglio comunale». —
Adriano Arati
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