Bellarosa, bocciata la mozione che chiede aiuti per le aziende
Il gruppo di opposizione “Alternativa civica” proponeva una serie di interventi per rilanciare la zona industriale, ma la maggioranza ha respinto il documento
SANT'ILARIO. Il capogruppo della lista di opposizione “Alternativa civica per Calerno e Sant’Ilario”, Alberto Iotti, nell’ultimo consiglio comunale ha proposto una mozione finalizzata ad aiutare la zona industriale Bellarosa, a Calerno, alle prese con la chiusura di numerose attività. La maggioranza ha respinto la mozione.
La mozione di Alternativa civica si intitolava “Imprese e lavoro. Il ruolo del Comune nel rilancio delle zone industriali” e puntava ad affrontare innanzitutto il problema sociale della chiusura e della delocalizzazione di una delle aziende storiche del posto, la Unielettric di Calerno, che ha lasciato in cassa integrazione 70 operai, in gran parte donne. Negli ultimi consiglii comunali è stata espressa più volte la solidarietà verso i 70 dipendenti dell’azienda.
La chiusura dello stabilimento della Unielettric di Calerno è legata al trasferimento della produzione in Ungheria. Su questo Alternativa civica aveva commentato: «Questa vicenda è emblematica, perché è uno dei primi casi di delocalizzazione delle attività produttive inserite nel tessuto industriale del villaggio Bellarosa e impone una seria riflessione sul futuro delle nostre aree industriali».
Per Alberto Iotti, esponente di Alternativa civica, bisogna tenere conto di alcuni punti fondamentali in questo discorso, come «l’assetto urbanistico e infrastrutturale della zona industriale del Bellarosa, che è fermo da molti anni. Le problematiche legate al suo sviluppo sono da approfondire per consentire la permanenza sul territorio delle imprese che storicamente hanno portato lavoro e benessere al nostro paese». Iotti sollecita anche «lo sviluppo di un progetto di videosorveglianza sugli ingressi all’area industriale, finanziato da fondi pubblici e privati, di cui l’Amministrazione è titolare. Questa vicenda mostra indebolimento del tessuto economico, acuito anche dall’impoverimento in termini di manutenzione delle aree private e pubbliche. Appare necessario un intervento unitario su tutta l’area, diventa sempre più stringente, e condiviso da tutte le forze economiche e politiche. Le difficoltà del nostro tessuto produttivo richiedono di mettere concretamente in campo l’attivazione delle previsioni urbanistiche definite per le aree circostanti il casello autostradale».
Per queste ragioni Alternativa civica nell’ultimo consiglio comunale di Sant'Ilario ha chiesto alla giunta «il censimento delle attività esistenti e degli immobili non utilizzati al villaggio Bellarosa come primo elemento di conoscenza; l'avvio di una progettazione condivisa e partecipata sulla rigenerazione del villaggio Bellarosa e sulle sue infrastrutture di collegamento; un progetto sull’arredo urbano e sulla manutenzione che abbia come primo tassello il decoro e la sicurezza coinvolgendo parti sociali e imprese insediate», ed altro ancora.
La maggioranza ha bocciato la mozione di Alternativa civica. Per il gruppo di opposizione, «anche in questo caso il buonsenso non alberga tra i banchi della maggioranza». —
Daniela Aliu
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