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L’addio a Maria Rita Leuratti fra tanti amici, colleghi, parenti

Domenico Amidati
L’addio a Maria Rita Leuratti fra tanti amici, colleghi, parenti

Grande partecipazione ai funerali dell’avvocatessa morta giovedì a 57 anni  Don Ferrari: «La salutiamo in Paradiso assieme alla mamma e al papà»

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Castelnovo Monti. Pieve gremita, ieri pomeriggio, per i funerali dell’avvocatessa Maria Rita Leuratti, Titti per gli amici. Una partecipazione massiccia di parenti, colleghi, amici e cittadini per dare l’ultimo saluto alla professionista, donna sempre allegra, gioviale, sorridente e piena di vita, deceduta giovedì mattina nella sua abitazione di Reggio Emilia, in galleria Cavour.

La messa di commiato è stata celebrata da don Marco Ferrari, già parroco a Castelnovo Monti negli anni novanta e amico di Titti.

Nell’omelia il sacerdote ha sottolineato che «siamo qui per salutare Titti, come la chiamavano tutti. Lei avrebbe voluto il silenzio, ma la celebrazione ci impone l’omelia e noi la salutiamo in Paradiso con la sua mamma Gaziella e il suo papà Angelo. La ricordiamo sempre allegra e con tanta voglia di vivere. Era una cristiana fervente e praticante e somministravo a lei l’eucarestia, l’ultima volta nel Natale scorso».

Il sacerdote, inoltre, ha ringraziato a nome dei parenti i medici che l’hanno curata, gli amici e quanti in qualche modo le sono stati vicini, in particolare il fidanzato Paolo. L’hanno ricordata all’ambone anche la presidente degli avvocati di Reggio Emilia, il suo amico Gianluca Marconi, anche a nome degli amici, e un collega, l’avvocato Tadolini. Tutta la funzione religiosa è stata accompagnata dai canti del coro parrocchiale.

Dopo la funzione religiosa. la salma è stata accompagnata in corteo e in preghiera nel cimitero locale. dove riposa anche la mamma Graziella. Titti lascia il fidanzato Paolo Agostini, i parenti e i tanti amici.

L’avvocatessa aveva uno studio a Reggio Emilia. ma era di origini montanare, precisamente di Castelnovo Monti, dove era nata nel 1962, ed era molto legata alla sua terra di origine.

Nel corso degli ultimi anni aveva ristrutturato assieme al padre Angelo (deceduto il 14 dicembre scorso) e messo in funzione nella frazione di Burano, un vecchio mulino ad acqua ereditato dalla madre.

Le macine di questo mulino, ora condotto da un cugino e da un mugnaio, stanno producendo una ottima farina, così come lei voleva.

Maria Rita Leuratti non vedeva l’ora di inaugurarlo. Titti era molto “carica” e soddisfatta del recupero, e all’inaugurazione avrebbe voluto fare un grande festa.

Ora il mulino di Burano ricorderà, a futura memoria, una parte della storia di queste terre appenniniche, le origini dell’avvocatessa e quella dei suoi avi materni, alle quali lei era particolarmente legata.

Venerdì sera, nella sua abitazione di Reggio Emilia, è stato recitato il santo rosario. —

Domenico Amidati

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