L’anarchico Zambonini viene commemorato stamani a Villa Minozzo
VILLA MINOZZO. Una manifestazione in ricordo dell’anarchico antifascista Enrico Zambonini, ucciso assieme a don Pasquino Borghi, prete e partigiano. Oggi, domenica 5 gennaio, nella piazza del municipio a Villa Minozzo è in programma un momento in memoria di Zambonini proposto dalla Fai, la Federazione anarchica italiana, e dalla sezione reggiana dell’Unione Sindacale Italiana-Cit. La commemorazione inizierà alle 11; l’orazione sarà curata da Filippo Marconi.
Enrico Zambonini è una delle grandi figure semi-dimenticate della prima metà del Novecento reggiano. Nato a Villa Minozzo il 28 aprile 1893, lavora come meccanico, muratore e minatore.
A 13 anni emigra da parenti a Genova per lavoro, viene arruolato nell’esercito e mandato a combattere in Libia. In quegli anni si avvicina al socialismo. Rientrato in Italia nel 1919, è attivo militante nella CdL sindacalista di Sestri Ponente, partecipa all’assemblea costitutiva della sezione socialista di Villa Minozzo e sottoscrive una lira “pro automobile rossa”, cioè per l’acquisto di un’auto che doveva facilitare lo spostamento degli oratori socialisti nella montagna reggiana.
In quello stesso periodo si sposta verso l’anarchismo e, con l’ascesa del fascismo, va esule in Francia. Militante della Rivoluzione spagnola e poi partigiano sulle nostre montagne, il 30 gennaio 1944 viene fucilato al poligono del tiro di Reggio Emilia dalle squadracce fasciste. Enrico Zambonini, dopo aver rifiutato i conforti religiosi, mostrò il pugno chiuso urlando "Viva l'anarchia!". —
Adr.Ar.
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