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Borgonzoni e l’Emilia che vuole liberare «Interrompere un sistema di potere»

La candidata del centrodestra alla presidenza della Regione risponde alle domande poste dalla Gazzetta «Difenderemo gli interessi dei cittadini. Per un leghista la massima ambizione è amministrare il proprio territorio»

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le risposte

1 L’Emilia-Romagna è sempre stata governata dalla sinistra, un sistema di potere che si è dimostrato sempre più autoreferenziale e inefficiente, una cappa che ha premiato più l’appartenenza al partito che il merito. È necessaria aria nuova. Cinque anni fa, Bonaccini è stato eletto con un’affluenza inferiore al 40%, a testimonianza di un crescente sconforto degli elettori. Alle ultime Europee la Lega è stato il partito più votato dagli emiliano-romagnoli e dagli italiani: abbiamo le carte in regola per portare in questa Regione l’efficacia amministrativa dimostrata a livello nazionale e locale. Troppo a lungo sinistra e Pd hanno usato le istituzioni come cosa propria. Sabato un Comune del Parmense governato dal Pd ha utilizzato le pagine social istituzionali per trasmettere un comizio del Pd: l’arroganza di chi è al potere da troppo e si sente padrone. Registro con piacere che il politologo di sinistra Gianfranco Pasquino il 4 gennaio ha dichiarato che il concetto “liberiamo l’Emilia-Romagna” lo trova “efficace” ed è “buono perché affronta un punto rilevante. Sostanzialmente dice: cambiamo perché è ora di cambiare, basta con le solite facce, le solite ricette”. Pur nella diversità di opinioni apprezzo abbia compreso e non strumentalizzato il senso delle nostre parole.

2 Il nostro obiettivo è difendere gli interessi degli emiliano-romagnoli. Per farlo è necessario vincere il 26 gennaio perché nella nostra Regione ci sono cose che non vanno e molte da migliorare. Penso alle liste d’attesa, al +268% di cassa integrazione in un anno, alle 87mila famiglie in povertà, alla necessità di competere più e meglio con le più avanzate Regioni d’Europa e del mondo, alla mancanza di un piano regionale per le bonifiche, con centinaia di siti inquinati in regione, all’assenza di progettualità sulle infrastrutture, molte attese da decenni, a mancate opere per la messa in sicurezza del territorio che, a ogni ondata di maltempo, subisce un rischio per cittadini e attività. Ciò premesso, reputo che questo governo dovrebbe andare a casa per il bene dell’Emilia-Romagna, perché ha imposto alla nostra terra, all’indomani delle elezioni, tasse come quelle su plastica e zucchero, penalizzando in primis realtà produttive d’eccellenza della nostra terra. Il governo sbarchi, tasse e manette ha inasprito le tasse su turismo, non ha esteso la flat tax, la nuova prescrizione è assurda e spaventa gli investitori. Riassumendo. Il Pd è nemico del lavoro. E l’Emilia-Romagna è terra che si è costruita con lavoro e sacrificio degli emiliano-romagnoli.

3 Attuerei un piano di riduzione delle tasse, incentivi ad assunzioni, soprattutto per giovani, tagli a burocrazia e semplificazione. Avvierei cantieri per prevenire il dissesto idrogeologico: i fondi ci sono ma Bonaccini non è capace di spenderli. Interverrei per ridurre le liste d’attesa. Istituirei assessorati a Sicurezza e a Disabilità. Potenzierei i fondi per la videosorveglianza e siglerei accordi con le forze dell’ordine per sradicare i furti in abitazione. Inoltre: individueremmo il garante regionale per le vittime dei reati. Attuerei da subito il percorso per un piano regionale per le bonifiche. Avvierei un approfondimento sulla grande quantità di rifiuti che arrivano da fuori regione. Studierei risarcimenti per disabili ingiustamente stangati dopo una legge regionale sbagliata. Metterei in rete Comuni e Centri antiviolenza per tutelare le donne vittime di violenza. Riformerei le politiche urbanistiche della Regione, semplificando procedure, riducendo tempi per pratiche e autorizzazioni, tagliando costi imposti a famiglie e privati e rispettando i Comuni, che rischiano di perdere gli oneri, usati per i servizi ai cittadini. Convocherei un tavolo permanente dei sindaci, per dare loro ascolto.

4 Il vero modello è quello di imprenditori, artigiani e lavoratori che con genialità e voglia di fare valorizzano l’Emilia-Romagna nel mondo. I distretti produttivi sono simbolo di un’eccellenza che rende la nostra terra unica. Gli emiliano-romagnoli, anche dopo crisi e calamità, hanno dimostrato di sapersi rialzare, con orgoglio e forza. L’Emilia-Romagna è una regione splendida e competitiva nonostante il Pd, che ha imposto tasse, burocrazia e scelte unilaterali prese nelle segreterie di partito, piuttosto che condivise con le comunità.

5 Non c’è lesa maestà nel proporre ricette alternative a quelle del centrosinistra, anche perché le eccellenze di questa regione ci sono, come spiegato, nonostante il Pd. “Liberare” l’Emilia-Romagna significa questo: avere libertà di competere, parlare, governare senza la tessera Pd. La Lega non è un salto nel buio, avendo dato prova di capacità di governo locale e nazionale.

6Resto convinta che chi vive in montagna non sia e non debba essere cittadino di serie B. I fatti parlano più delle opinioni: a seguito della chiusura dei punti nascita abbiamo assistito a parti in ambulanza e in elisoccorso. Non è questo il servizio pubblico che vogliamo e, penso, che non sia neanche il miglior modo di tutelare donne e bambini. Investire su personale e capillarità dei servizi non è propaganda. È buona amministrazione.

7 Va certamente ripensato. Da decenni si parla di opere, come tangenziale Nord e tangenziale di Fogliano, mai realizzate. La Mediopadana ha parcheggi congestionati e fatiscenti. Addirittura l’area in terra battuta è stata recintata per fango, così altri posti sono spariti. La Mediopadana era nata per essere porta dell’Emilia e collegamento anche di accesso alle fiere, cedute e ora non più a servizio della collettività, per la promozione di territorio e eccellenze. È chiaro che la pianificazione territoriale o non c’è stata o non è stata efficace. Bisogna ripensare l’intero sistema in un’ottica integrata, garantendo a distretti produttivi e turismo collegamenti veloci ed efficaci.

8Le tasse su zucchero e plastica sono sbagliate perché non disincentivano gli utilizzi, ma bastonano solo chi produce e, di conseguenza, i consumatori, senza aver messo prima in campo adeguate politiche che incentivino le aziende, dove possibile, ad adottare misure green. Il Pd ha fatto di tutto per peggiorare la qualità dell’ambiente nella regione, e i dati lo dimostrano. E quanto a cementificazione Reggio – storicamente a guida di sinistra e Pd, già governata dell’ex ministro Delrio – è tristemente nelle prime posizioni. Inoltre in regione certe multiservizi emiliano-romagnole sono ben felici di fare accordi per smaltire rifiuti del Lazio (così da risolvere grane a Raggi e Zingaretti). La stessa Regione attesta che nel Reggiano ci sono 98 siti inquinati, ma non c’è un piano regionale per le bonifiche. Ispra registra che 5.461 famiglie e 7.184 edifici in provincia di Reggio sono a rischio frane. La tutela del territorio è gravemente sottovalutata. Noi proponiamo un ecologismo reale, moderno, pragmatico e soprattutto non ideologico.

9 Per un leghista la massima ambizione è poter amministrare il proprio territorio. Ne sono felice e orgogliosa, e non mi vergogno né del mio partito né del mio leader Salvini. Mi sembra che Bonaccini non possa dire lo stesso, visto che ha cancellato il simbolo del Pd, e cerca di smarcarsene. Per quanto in caso di vittoria, il suo azionista di maggioranza sarebbe proprio il Pd, che tanto cerca di nascondere.

10Non è questione di chi è più o meno temibile. Qui è questione di idee in campo. E i cittadini scelgono le idee. Spiace che ci siano esponenti della sinistra, Pd in primis, che stanno dedicando la campagna elettorale a insultarmi e attaccarmi sul piano personale. Insulti arrivati a un punto tale che alcune donne della sinistra sono intervenute per censurarli. Per il territorio reggiano la priorità è attuare, come già detto, progettualità e infrastrutture che il Pd ha solo promesso. Priorità anche all’agricoltura, a partire dall’approvvigionamento idrico della diga di Vetto. Massima attenzione porremo al progetto del biogas di Gavassa, che sta destando molta preoccupazione per le sue dimensioni. E poi garantiremo un’attenzione puntuale alle risorse che gli enti pubblici investono a tutti i livelli nel sociale, per scongiurare il ripetersi di situazioni come quelle di Bibbiano. —

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