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Reggio Emilia, sempre più dura la vita dei pilomat rimasti abbassati tra mille perché

Rebecca Poluzzi
Reggio Emilia, sempre più dura la vita dei pilomat rimasti abbassati tra mille perché

L’assessore Bonvicini: «Nessuna criticità, tranne problemi al software... e vanno colorati, sono pericolosi per i pedoni» 

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Anno nuovo problemi vecchi. Forse non tutti con il brindisi di Capodanno hanno stilato la lista di buoni propositi per i 366 giorni che verranno. Questa per lo meno è la sensazione che emerge passeggiando in questi giorni per il centro storico, dove i discussi pilomat – al centro del dibattito durante la campagna elettorale delle ultime elezioni amministrative – sono tutti abbassati, permettendo il transito indisturbato delle automobili. Eppure, la loro funzione dovrebbe essere al contrario quella di isolare piazze e aree pedonali nel cuore dell’esagono.

Molti soldi spesi, tante polemiche suscitate e un paio di incidenti non bastano a rendere i dissuasori oleodinamici sparsi per la città l’incubo dei reggiani. Ora all’elenco si aggiungono anche il mancato utilizzo e il giusto interrogativo: a cosa può mai servire il telecomando – rilasciato ai cittadini a fronte di una spesa di 40 euro – dal momento che i pilomat sono quasi sempre disattivati?

Installati nel febbraio 2019 e sperimentati per un paio di mesi, è nel luglio scorso che gli otto dissuasori sono entrati ufficialmente in scena con precisi orari. Questi prevedono l’abbassamento dalle 5 alle 10 e dalle 14 alle 16 nei giorni feriali e in altri momenti in base a diverse esigenze. Inoltre, per le operazioni di carico e scarico dei mercati settimanali, i pilomat a protezione delle piazze dei mercati, il martedì, venerdì e sabato dovrebbero essere abbassati dalle 13 anziché dalle 14. Un programma chiaro e coerente, se fosse rispettato.

Invece, proprio camminando per il centro storico e le vie interessate – quali via Emilia, via Fornaciari, via Guido da Castello, via San Carlo, via Guidelli e via Guasco – non si troverà una postazione, a qualsiasi orario del giorno, con il semaforo rosso.

A detta di Carlotta Bonvicini, assessora alle Politiche per la Sostenibilità con deleghe ad Ambiente, Agricoltura e Mobilità sostenibile, non ci sarebbero problemi: «Ci sono stati malfunzionamenti passati, ma per ora non sono state segnalate ulteriori criticità».

Allora come si spiega il loro mancato utilizzo? Ecco che subito l’assessora aggiusta il tiro e spiega: «In via Fornaciari c’è stato un sinistro e il normale funzionamento sarà ripristinato il prima possibile. Mentre nella zona dei musei ultimamente i pilomat sono stati tenuti abbassati per la presenza di diversi cantieri, ma è un provvedimento temporaneo».

Sembrerebbe che a tutto ci sia una spiegazione, eppure i restanti dissuasori sembrano essere semplici tombini senza un comprensibile motivo. E a confermarlo sono i commercianti “guardiani”, quelli i cui negozi sono posizionati davanti alle stazioni di transito, che rivelano come i pilomat siano inutilizzati da settimane.

«Il fatto che in questi giorni siano abbassati – aggiunge Bonvicini – è dovuto a un problema al software gestionale. Ovvero, con il cambio data del nuovo anno c’è stato un problema tecnico che richiede l’aggiornamento del programma e che sarà realizzato al termine delle feste».

È possibile a questo punto che gli “amati” dissuasori tornino presto a mostrarsi in tutto il loro splendore. Anche se riguardo a questo, ironia della sorte, proprio quando sono in funzione spesso non sono notati e diventano fonte di incidenti. E riguardo a ciò conclude la Bonvicini: «La loro visibilità è una problematica concreta, per questo monitoriamo la situazione e valuteremo provvedimenti, come ad esempio il colorarne la superficie». —



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