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Bergamini rilancia la ricetta comunista «Lottiamo contro ogni sfruttamento»

La candidata del Partito Comunista guidato dal segretario generale Marco Rizzo risponde alle domande della Gazzetta «Ci impegniamo per una società di liberi ed uguali dove chi produce la ricchezza, ovvero i lavoratori, detenga il potere»

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LE RISPOSTE

1 Per noi comunisti la liberazione deve essere quella dallo sfruttamento di pochi su molti, quello che viviamo sulla nostra pelle di lavoratori, di giovani in cerca di lavoro o con lavoro precario, di anziani che a fatica vivono delle loro pensioni. Lo sfruttamento che il sistema economico capitalista ci impone e che le altre parti politiche in gioco non mettono mai in discussione. Ci impegniamo e lottiamo per una società di liberi ed uguali dove chi produce la ricchezza, i lavoratori, detenga il potere politico ed economico.

2 Ci stanno mediaticamente bombardando con la storia che la “conquista” o la “perdita” dell'Emilia-Romagna rappresenti un test fondamentale per gli equilibri politici nazionali. Questo semplice linguaggio ci rende evidente come per centrodestra e centrosinistra la questione principale sia quella della conquista e mantenimento del potere. Un potere che, anche se con modalità e strumentazioni differenti, nella sostanza rappresenta sempre ed unicamente gli interessi di una sola parte: quelli delle imprese nazionali, multinazionali, dei monopoli economico-finanziari. E gli interessi materiali di chi vive o cerca di vivere del proprio lavoro? Quelli sono buoni solo per essere sbandierati demagogicamente ma alla fine sono quelli che restano sempre fanalino di coda.

3 Romperei i vincoli di spesa imposti dall’Unione Europea e accettati dai governi nazionali che limitano l’erogazione ed impongono progressivamente il ricorso al privato per quanto concerne servizi legati alla Sanità ed Istruzione prioritariamente.

Lo farei in coerenza al fatto che dietro le dichiarazioni ed i proclami elettorali si debbano fare scelte conseguenti mettendoci e rischiando la faccia.

4 Storicamente dal dopoguerra in avanti, per materiali condizioni economiche regionali, per scelte derivanti dalle forze politiche, il Partito Comunista Italiano di allora, maggioritarie nella nostra regione e soprattutto dai rapporti di forza che i lavoratori dell'industria e della campagna hanno saputo imporre attraverso le proprie lotte il sistema sociale espresso nella nostra regione ha potuto raggiungere alti gradi di efficienza, eccellenza ed universalità. Oggi, per ragioni diverse ma collegate fra loro, le condizioni sopradescritte non esistono più in quelle forme. Non dimentichiamo, inoltre, che la riforma del Titolo V, con l’inizio di forme di autonomia regionale, ha poi funzionato da fattore amplificatore delle differenze tra le diverse gestioni regionali.

5 Il cosiddetto primato ed eccellenza del modello emiliano-romagnolo è già stato da tempo messo in discussione, dal momento che non esistono pari ed universali opportunità, anche nella nostra regione, di accedere all'eccellenza. Il discrimine come sempre è di tipo economico.

6 La regola e la disciplina dei comunisti è quella di essere coerenti, pertanto quanto contenuto nel nostro programma, non solo il mantenimento dei punti nascita ma anche la riapertura di strutture e presidi sanitari territoriali, sarebbe perseguito instancabilmente.

7 Va assolutamente ripensato con una chiave di pianificazione e programmazione che tenga conto principalmente dell'utilità, fruibilità, accessibilità, economicità per i cittadini e rispetto dell'ambiente e dell'impatto ambientale a partire dal trasporto su ferro (in cui rientra la Mediopadana). Le infrastrutture che rappresentano ad oggi, principalmente fonte di profitto per i gruppi di imprese private o di tipo privatistico, devono invece servire alla popolazione ed avere una gestione pubblica.

8 Il problema della tutela dell'ambiente e della tutela della salute di chi ci vive è strettamente collegato al sistema di produzione economico in cui viviamo, il sistema capitalista. Un sistema che sfrutta uomini e donne, che sfrutta le risorse naturali in nome del profitto privato produce il disastro in cui viviamo.

Noi comunisti siamo contro a qualsiasi forma di sfruttamento, ne deriva che la tutela dell'ambiente, a partire dalla diversa considerazione e intervento sull'assetto idrogeologico della nostra regione, è parte integrante del nostro progetto politico. Riteniamo poi che gli interventi debbano essere radicali e non formali come Plastic o Sugar Tax che finiranno ancora e sempre per ricadere come costo materiale sul lavoro e la vita delle classi popolari.

9 Esatto, nella domanda avete la risposta. Me lo ha chiesto il Partito e mi metto al suo servizio. Ovvero al servizio degli interessi di chi vive e fa fatica a vivere del proprio lavoro. Questo è l'obiettivo che mantengo costantemente nella mia attività politica, non solo elettorale. Ho un’ambizione che condivido insieme alle compagne ed ai compagni del Partito Comunista: quella di cambiare radicalmente questo modello di società.

10 Non temiamo i confronti, siamo convinti e fieri dell'originalità e necessità del nostro progetto che va aldilà delle elezioni. Non facciamo promesse campanilistiche ed ammiccamenti alle diverse realtà regionali, di cui però siamo costantemente impegnati a riconoscerne le specificità: ci impegniamo a rappresentare gli interessi popolari a Reggio Emilia come in tutta la Regione, come nel Paese. Ci impegniamo ad essere la cassa di risonanza delle istanze popolari e delle indispensabili lotte che contribuiremo a costruire per la conquista dei diritti persi e di un nuovo orizzonte politico, economico e sociale: quello socialista. —

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