Il Pd bacchetta le Cicogne «Non fate politica di parte»
Tirelli e Croci assieme a Ugolotti: «Se abbiamo a cuore il tema della riapertura non ci aiutano fratture, divisioni e strumentalizzazioni»
CASTELNOVO MONTI. Una nota critica, a firma dei rappresentanti del Pd dell’Appennino Guido Tirelli e Gianfranco Croci, e del rappresentante di Progetto per Castelnovo Robertino Ugolotti (che fa parte anche del tavolo di Coordinamento insieme per l’ospedale Sant’Anna), sottolinea la svolta “politica” assunta dal comitato “Salviamo le Cicogne”, che nelle ultime esternazioni da una parte ha salvato solo il consigliere regionale della Lega, Gabriele Delmonte, per la collaborazione avuta in questi anni; dall’altra, dopo aver annunciato di non voler dare indicazioni di voto per le Regionali del 26 gennaio, ha invitato apertamente a non votare Stefano Bonaccini.
«Ciò che il comitato Cicogne ha inviato alla stampa negli ultimi giorni – spiega la nota di Tirelli, Croci e Ugolotti – fra rettifiche e cambi di progetto, evidenziano una situazione che è tutt’altro che utile o positiva per la nostra comunità. Se abbiamo a cuore il tema della riapertura del punto nascite non ci aiutano infatti fratture, divisioni e strumentalizzazioni. I comitati sono nati come gruppi autonomi, indipendenti, in grado di interloquire e fare pressione alla politica. Molti cittadini in questi anni si sono impegnati, per la riapertura del punto nascite, e anche chi scrive ha investito tutte le sue forze per il raggiungimento di questo obiettivo. Le molte voci a supporto della riapertura del punto nascite di Castelnovo hanno saputo fare fronte comune, costituendo il tavolo di Coordinamento insieme per l’ospedale Sant'Anna, uno strumento importante, che ha dato voce e forza alla comunità dei montanari e all’Unione dei Comuni. Se la montagna non avesse saputo esprimersi con una sola voce, nessuno ci avrebbe mai ascoltato. Questo patrimonio non deve essere disperso e i cittadini che hanno deciso di impegnarsi nei comitati devono essere rispettati». Conclude la nota: «Sarebbe una pessima notizia se un comitato dovesse sciogliersi, così come sarebbe una pessima notizia se un comitato diventasse o venisse percepito come lo strumento di una sola parte politica. Il tema della chiusura dei punti nascita deve essere affrontato a livello nazionale. I punti nascita di montagna sono stati chiusi in tutte le regioni, tanto in Emilia Romagna dove governa il Pd quanto in Lombardia e Veneto dove governa la Lega. Ci sembra ipocrita che la Lega condanni in Emilia Romagna le stesse politiche che poi porta avanti in Lombardia. Oggi, in attesa della necessaria modifica delle leggi nazionali, ci stiamo impegnando per attivare un progetto pilota che consenta la riapertura del punto nascite del Sant’Anna, garantendo però la massima sicurezza per le mamme e i bambini. Crediamo che raggiungere questo risultato sia possibile e che interpreti una volontà diffusa nella comunità. Su questa linea si sta muovendo con determinazione l’Unione dei Comuni». —
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