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«Progetto e soldi entro fine mandato per la tramvia Mancasale-Rivalta»

Enrico Lorenzo Tidona
«Progetto e soldi entro fine mandato per la tramvia Mancasale-Rivalta»

Già mezzo milione in cassa, ottenuto da fondi ministeriali  Bonvicini: «In pochi mesi studio di fattibilità e nuovi bandi»

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REGGIO EMILIA. «Di sicuro non c’è mai niente: ma il nostro non è un tentativo per portare a casa solo finanziamenti. La tramvia tra Mancasale e Rivalta la vogliamo far costruire, l’abbiamo inserita nel programma ed entro il mandato avremmo il progetto e i soldi». Carlotta Bonvicini ha ereditato un assessorato pesante, quello alla Mobilità, croce e delizia delle amministrazioni tra prospettive legate alla svolta “green” e polemiche su stretta sul traffico e mezzi inquinanti. «Il momento storico ci dà una mano – dice l’architetto di 35 anni nominato la scorsa primavera nella giunta del sindaco Vecchi –, la sensibilità in materia di mobilità è senz’altro aumentata. Le opere devono essere finanziate e intanto abbiamo portato a casa un primo importante risultato. Ora, nel giro di pochi mesi, avremo lo studio di fattibilità per la tramvia».

L’assessore si riferisce all’approvazione della proposta di ammissione al finanziamento presentata dal Comune di Reggio al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, pari a 514mila euro. Si tratta di soldi che derivano dal bando nazionale per ottenere finanziamenti dedicati alla progettazione di alcuni interventi del nuovo Pums, il Piano urbano mobilità sostenibile, che ingloba i progetti di mobilità sostenibile che porteranno, da qui al 2028, al miglioramento della fruibilità e dell’accessibilità del centro storico. Certo è che la tramvia che collegherebbe Mancasale e Rivalta sarebbe un’infrastruttura che verrebbe dopo solo la stazione Mediopadana in termini di impatto e risorse da impiegare, inserita nel programma per la rielezione del sindaco Luca Vecchi che ha accolto l’idea di Immagina Reggio, la lista ecologista capitanata da Bonvicini, che ora deve portare a casa il risultato.

«Non so se riusciremo a realizzarla fisicamente in tempo per un taglio del nastro ma non è questo che ci interessa – dice l’assessore –. L’obiettivo è mettere in pista una macchina operativa che permetta di realizzare l’opera». Il progetto non si ferma però alla sola tramvia nord-sud, che diventerebbe la rete portante del trasporto pubblico ad alta capacità. «L’obiettivo è affiancare a questo uno studio specifico su treni locali stabilendo quale potrebbe essere l’utenza qualora venissero finalmente utilizzati come una metropolitana di superficie. Estrarremo i dati su scala sovra-provinciale per poi andare a parlare con Regione, Tper e quant’altri per realizzare anche quel progetto. Ne stiamo discutendo anche con Modena, che ha ad esempio una sola linea dei treni locali, la Modena-Sassuolo, ma che chiede un collegamento su ferro con la Mediopadana, che potrebbe essere realizzato con la nostra linea Sassuolo-Reggio. Ma bisogna che venga approntato il salto tecnologico sulle linee per farle diventare un servizio efficiente».

I desiderata sembrano infiniti e in una provincia dove si parla di tangenziali, di svincoli e di bretelle rimasti su carta per decenni, il progetto della tramvia può sembrare fantascienza. Bisogna infatti riprogettare l’intero sistema del trasporto pubblico, rafforzando il sistema intermodale tra i minibù e i parcheggi scambiatori, con direttrici nord-sud ed est-ovest in grado di connettere i principali poli (stazioni, aree industriali e residenziali) e di raggiungere più facilmente il centro storico. «Sono temi importanti, tutti gli amministratori, e non solo di Reggio, lo hanno capito, e ci stiamo lavorando sul serio». —

Enrico Lorenzo Tidona

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