Gazzetta di Reggio

Reggio

Frontale tra due mezzi pesanti Muore nel rogo in cabina, aveva 41 anni

Miriam Figliuolo
Frontale tra due mezzi pesanti Muore nel rogo in cabina, aveva 41 anni

L’incidente è avvenuto in via Matteotti. La vittima è Giovanni Lionetti. Ferito l’altro conducente, per lui test alcolemici

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POVIGLIO. Un camionista di 41 anni, Giovanni Lionetti, originario di Pozzuoli (Napoli) e residente a Roteglia di Castellarano, ha perso la vita martedì mattina 7 gennaio, in via Matteotti, in uno schianto frontale tra il suo mezzo pesante e un autoarticolato. A causa dello schianto il traffico è rimasto paralizzato per ore e la strada chiusa fino a tarda sera, quando sono stati recuperati entrambi i mezzi e un intero carico di lastre di acciaio riversatosi sull’asfalto.

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L’INCIDENTE

La tragedia si è consumata, nel fitto della nebbia e nel freddo pungente della Bassa, qualche attimo prima delle 10.50, quando, al centralino del 118 è arrivata la chiamata disperata di aiuto. In via Matteotti, la provinciale 111, un’autocisterna che trasportava inerti si era appena schiantata contro la recinzione di una casa e la cabina aveva preso fuoco.

Una trappola mortale per il camionista alla guida, Giovanni Lionetti, 41 anni – ne avrebbe compiuti 42 il 23 febbraio –, che, a bordo del suo mezzo, si stava dirigendo verso via d’Este per raggiungere l’area di scarico della Sidelco Italia. Trasportava sabbia utilizzata nell’edilizia (feldspato).

Lo schianto contro la recinzione e i manufatti in cemento della casa è stata la terribile conseguenza dell’impatto contro un altro mezzo pesante, un autoarticolato carico di lastre di acciaio, che percorreva la stessa via Matteotti, ma in direzione opposta, verso Poviglio.

Il conducente, un 53enne di origine ghanese e residente a Brescia, è rimasto anche lui ferito in modo serio. Caricato, poi, in ambulanza è stato trasportato all’ospedale di Guastalla in condizioni di media gravità, ma non in pericolo di vita. L’uomo non ha mai perso conoscenza. Per lui sono stati eseguiti i test del sangue per valutare tasso alcolemico o presenza di sostanze stupefacenti

Subito dopo l’incidente, nel tratto compreso tra le due rotonde agli incroci da una parte con via Molinara e dall’altra con via Romana, in un’atmosfera surreale intrisa di nebbia e gelo, si sono create lunghe file di auto, ma soprattutto di altri mezzi pesanti, che percorrono numerosi la provinciale 111, rimasti bloccati. In serata lo stesso sindaco Cristina Ferraroni dichiarerà: «Si deve organizzare un tavolo tra Prefettura e Provincia a brevissimo termine. Quella strada, di fatto, è diventata un raccordo per i mezzi pesanti».

LA DINAMICA

La dinamica dell’accaduto ora è al vaglio degli uomini della polizia locale dell’Unione Bassa Reggiana. Sul posto è arrivato anche il comandante Carlo Alberto Romandini. Con gli agenti è stato massiccio anche il dispiegamento di soccorritori, vigili del fuoco e operatori del 118, con un’automedica e un’ambulanza della Croce Azzurra di Poviglio.

I mezzi intraversati hanno impedito qualsiasi passaggio mentre le lastre di acciaio trasportate dal 53enne hanno invaso la carreggiata sul lato a nord del punto dove è avvenuto l’impatto.

Per intervenire rapidamente i vigili del fuoco sono arrivati con più mezzi raggiungendo il luogo dell’incidente da ambo i lati di via Matteotti. Con gli idranti hanno fatto quanto potevano per spegnere il più rapidamente possibile il rogo, con le fiamme che ormai avvolgevano completamente la cabina dove si trovava Lionetti.

Il camionista è morto sul colpo. Con estrema difficoltà è stata recuperata poi la sua salma. Ci sono volute tre ore di lavoro perché i vigili del fuoco riuscissero a raggiungere il corpo carbonizzato del 41enne, facendosi largo tra le lamiere contorte a causa del duplice impatto, prima contro l’autoarticolato, poi contro la recinzione e i manufatti in cemento della casa, e deformate dall’intenso calore sprigionato subito dopo dalle fiamme.

Il mezzo pesante condotto da Lionetti, è stato spinto dalla forze dell’urto contro l’autoarticolato fino dentro al cortile della casa, buttando giù ogni cosa. Dopo il recupero la salma è stata portata all’ospedale di Guastalla. —


 

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