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il discorso del presidente dell’europarlamento 

Sassoli: «In Europa la democrazia non passa di moda»

Rebecca Poluzzi

Per l’esponente Pd l’Unione deve fare un salto di qualità per la sua presenza sulla scena internazionale. «Azioni Usa non concordate con gli alleati»

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Molti i temi – italiani ed esteri – toccati dal presidente dell’Europarlamento David Sassoli al teatro Valli. Quella reggiana per l’esponente Pd è stata un’occasione per rilanciare il ruolo della Ue e scuotere anche l’esecutivo del nostro Paese sul quadro dei conflitti e delle nuove tensioni. Da parte di Sassoli un saluto particolare a Romano Prodi che era in platea.

TENTATIVI SUBDOLI

«Abbiamo avuto la strana sensazione di tentativi subdoli, di fare leva sulle nostre difficoltà per trascinare il nostro Paese e l’Europa verso iniziative militari. Mai più la guerra». «Da noi gli interventi militari e umanitari si discutono in Parlamento. Politica e diplomazia sono le nostre armi per risolvere i conflitti. E così vogliamo fare per abbassare la tensione».

EFFETTI DIROMPENTI

Sassoli si è soffermato sulle tensioni in Medioriente: «L’Europa deve fare il salto di qualità per la sua presenza sulla scena internazionale, usando il suo peso economico e commerciale per lo sviluppo della difesa europea quando gli Usa decidono di ridurre il loro impegno, la loro presenza come in Libia e in Siria o intraprendendo azioni dagli effetti dirompenti e non concordate con gli alleati, come avvenuto in Iran».

SOLO TAGLI

«Il Parlamento europeo non voterà le proposte avanzate dalla commissione Ue relative al quadro pluriennale di bilancio. C’è un dibattito pubblico che deve essere fatto. Vogliamo che quanto è stato promesso venga mantenuto, finanziato e sostenuto e abbiamo bisogno di una grande discussione perché le proposte che sono arrivate in Parlamento noi non le voteremo, perché contengono solo tagli: alla cultura, all’agricoltura, alla coesione, alla mobilità militare e alla ricerca».

BAMBINI DA PROTEGGERE

«Ho chiesto che la protezione dei bambini sia al centro dell’agenda della Commissione europea, perché 150 milioni di bambini nel mondo sono privati della loro infanzia, del diritto all’istruzione e in alcune aree del pianeta subiscono ferite indicibili come schiavitù e prostituzione. Questo ci riguarda da vicino», ha affermato David Sassoli in merito al tema portante che ha caratterizzato la festa di ieri che, oltre al vessillo nazionale, ha ricordato anche il 30esimo anniversario della convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. —

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